Altra giornata positiva per l’Italia nella terza giornata del Roland Garros. Ci eravamo lasciati ieri sera con Thomas Fabbiano e il lucky loser Simone Bolelli che avrebbero dovuto finire i loro match interrotti per pioggia, rispettivamente contro Mattew Ebden ed il numero 1 al mondo Rafa Nadal, e Fabio Fognini e Paolo Lorenzi pronti al debutto. Tutto bene per Fabbiano, che dopo la battaglia di ieri sera è riuscito a portarsi a casa agevolmente il quinto set. Ebden parte bene strappandogli subito la battuta, ma il 29enne pugliese diventa un treno e lascia le briciole all’avversario portandosi il match a casa per 6-4 5-7 6-2 3-6 6-2 in tre ore e quaranta minuti complessivi (oggi 46).

Per Fabbiano è la prima vittoria in assoluto sulla terra rossa di Parigi, al secondo turno affronterà il croato Borna Coric che ha sconfitto in quattro set il tedesco Kohlschreiber. Pronosticabile invece la sconfitta del secondo, ma il bolognese viene sconfitto a testa alta per 6-4 6-3 7-6 in due ore e 57 minuti; dopo aver ricominciato sopra per 3-0, Bolelli ha subito la veemente reazione del maiorchino, che ha strappato subito la battuta. L’azzurro c’è, è in palla ma sul 4-3 a favore butta tre break point per andare a servire per il set; si arriva al tie-break, Simone ha per quattro volte la possibilità di allungare la partita ma viene stoppato dalla classe dell’avversario, che rinviene con alcuni colpi da maestro: Nadal si porta a casa il terzo set per 11-9 nel gioco decisivo.

Fognini senza problemi, e il tabellone può aiutarlo

Dopo il recupero dei match di ieri, c’era da incominciare le partite di quest’oggi. Per il tricolore è andato tutto come preventivato. Fabio Fognini diventa, assieme a Berrettini, Fabbiano, Giorgi e Cecchinato, il quinto azzurro ad accedere al secondo turno grazie al facile successo sullo spagnolo Pablo Andujar, con cui conferma la buona affinità (quarta vittoria a raffronto di una sola sconfitta nel 2015 a Barcellona).

Fognini dà sempre l’impressione di controllare il match in maniera molto agevole contro l’avversario, ancora debilitato da un problema al gomito che si porta dietro da un paio d’anni. Adesso Fognini se la vedrà con lo svedese di origine eritrea Elias Ymer, ex grande promessa del Tennis scandinavo ma finora mai sbocciata. Per Fabio c’è una ghiotta occasione di poter fare strada: in caso di vittoria con il prossimo avversario (solo un incontro, con l’azzurro vittorioso in tre set lo scorso anno sul cemento di Stoccolma) ad attenderlo ci sarebbe uno tra l’ungherese Fucsovic ed il numero 16 del tabellone Kyle Edmund, non dei fulmini di guerra sul rosso; e se anche questo scoglio dovesse essere superato ci sarebbe il numero 3 del tabellone Marin Cilic, temibilissimo ma ai primi approcci ad alto livello sulla terra rossa (a Roma arrivò in semifinale).

È dura, però un Fognini in forma può batterlo. Ma pensiamo step by step, e allo svedese Ymer.

Lorenzi, poco da fare con Anderson

Nulla da fare invece per Paolo Lorenzi, che esce sconfitto senza nessun appello dal match con Kevin Anderson, numero 6 del tabellone. 6-1 6-2 6-4 per il sudafricano in un’ora e 42 minuti, che ha agilmente controllato il servizio in 12 dei 13 turni totali di battuta. Lorenzi non era al meglio pr un problema al piede, ma non è apparso lontano parente del ragazzo che, lo scorso anno, riusciva a portare al quinto set proprio lo stesso avversario agli ottavi degli US Open.