Per i bookmakers Novak Djokovic è il favorito degli US Open 2018. Di fatto, il vincitore dell'ultimo Wimbledon è testa di serie nr. 6 a New York e, dunque, potrebbe essere protagonista di un quarto piutosto severo visto che si trova dalla stessa parte del tabellone di Roger Federer. In ogni caso gli appassionati di Tennis, coloro che vivono da anni insieme ai diretti interessati la rivalità più lunga della storia di questo sport, hanno un desiderio: Rafael Nadal contro Roger Federer in finale.

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Nulla di nuovo se consideriamo che i due battistrada della classifica ATP si sono già scontrati 12 volte in un torneo del Grande Slam e 24 volte complessive in finale di un torneo. Però, strano ma vero, le loro strade dal 2004 (anno in cui avvenne la prima sfida di singolare tra i due al Miami Masters) ad oggi non sono si sono mai incrociate a Flushing Meadows.

I risultati del primo turno ed i possibili incroci

I favoriti di New York, in campo maschile, hanno superato come da pronostico il primo turno.

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Rafa Nadal ha vinto contro il connazionale David Ferrer per ritiro di quest'ultimo nel secondo set ed ora affronterà il canadese Vasek Pospisil (il match si disputerà nella notte italiana tra oggi e domani, alle 2.30 circa). Se tutto va secondo i piani, l'incrocio dei quarti di finale per lo spagnolo dovrebbe essere con Kevin Anderson e, dunque, la finale della passata stagione. Federer ha superato Yoshihito Nishioka al primo turno e nella seconda partita gli tocca in dote il francese Benoit Paire.

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Come già anticipato, ci potrebbe essere il super quarto di finale contro Djokovic che nel primo turno ha avuto la meglio, non senza difficoltà, dell'ungherese Márton Fucsovics al quale ha concesso il secondo set ed era in svantaggio anche nel terzo, prima che l'avversario si sciogliesse sotto il sole di New York e sotto i colpi di Nole. I Fab 3 si sono divisi in maniera paritaria gli Slam quest'anno, Federer ha vinto in Australia, Nadal a Parigi e Djokovic a Wimbledon.

Manca all'appello il quarto Fab, ma è invero difficile che Andy Murray possa avere un ruolo da protagonista a Flushing Meadows considerati i problemi fisici che ne hanno condizionato il rendimento nelle ultime due stagioni.

Il bilancio dei due re a New York

Complessivamente, Federer e Nadal hanno vinto 8 volte il torneo di singolare maschile dei US Open, cinque volte lo svizzero (consecutive tra il 2004 ed il 2008) e tre volte lo spagnolo (2010, 2013 e 2017).

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Federer ha disputato altre due finali, perse nel 2009 e nel 2015 con, rispettivamente, Juan Martin del Potro e Djokovic, mentre per Nadal c'è la finale persa nel 2011 sempre al cospetto di Novak Djokovic. Il maturo campione elvetico ha messo le mani avanti: "Non sono il favorito, ma se sto bene ho le mie chance". Il tempo, purtroppo, è l'unica cosa che i grandi atleti non riescono a sconfiggere e Roger Fededer ha compiuto 37 anni lo scorso 8 agosto.

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Ma ci sono record che può ancora battere: a Flushing Meadows, ad esempio, nessun giocatore dell'era Open ha mai vinto il trofeo con un percorso netto, non concedendo nemmeno un set. Lui è riuscito nell'impresa in Australia nel 2007 ed a Wimbledon lo scorso anno. La sesta affermazione a New York gli consentirebbe di staccare nella classifica dei plurivincitori i due 'monumenti locali', Jimmy Connors e Pete Sampras che, al pari di Federer, hanno vinto in 5 edizioni. In caso di successo, diventerebbe anche il campione più anziano ad aver vinto gli Open degli Stati Uniti, battendo il record di Ken Rosewall che vinse nel 1970 all'età di quasi 36 anni. Inoltre, se dovesse arrivare in finale, sarebbe l'ottava della sua carriera e raggiungerebbe così Ivan Lendl e Pete Sampras. Insomma, la carne al fuoco è tantissima, ma è chiaro che tra i desideri di Federer, di Nadal e di tutti i tifosi di tennis c'è anche quello di scrivere un nuovo ed inedito capitolo di una storia infinita: ai due re del tennis dei giorni nostri manca giusto lo scontro diretto sul cemento newyorchese, magari è la volta buona. Oppure, più semplicemente, potrebbe non essere mai scritto: alla fine, anche nel tennis e nello sport in generale esistono le eccezioni. Flushing Meadows, tanto per citarne una, non fu mai terra di conquista per Bjorn Borg che perse quattro finali su quattro. Un modo come un altro per dare una dimensione diversa ad una leggenda, senza cambiarne lo spessore.

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