Anche se non è arrivato il successo Peter Sagan è stato uno dei grandi protagonisti della splendida Gand-Wevelgem di ieri. La classica fiamminga ha regalato una giornata di grande ciclismo, con battaglia aperta dall’inizio alla fine. Sagan si è inserito in un’azione partita nelle fasi iniziali, quando il vento ha spezzato in più parti il gruppo, ed ha resistito all’attacco per circa 200 km insieme ad altri quattro coraggiosi compagni d’avventura. Il campione slovacco si è visto poi raggiungere nel finale e non è riuscito a disputare lo sprint, ma ha apprezzato questa giornata all’attacco così particolare ed esaltante.

Sagan: ‘Ho deciso di cogliere l’opportunità’

Per Sagan la Gand-Wevelgem di ieri rappresentava un piccolo appuntamento con la storia, a caccia del quarto successo mai raggiunto da nessuno. Il fuoriclasse slovacco ha interpretato la corsa tutta all’attacco, senza riuscire a centrare il risultato, ma contribuendo a regalare grande spettacolo.

Anche senza il successo Sagan ha mostrato di essersi goduto la corsa: “È stata una Gand-Wevelgem magnifica ed emozionante, anche se molto dura” ha dichiarato al termine della corsa il campione della Bora. “Nelle prime due ore abbiamo fatto 50 di media e quando il forte vento ha creato delle spaccature ho deciso di cogliere l’opportunità e di saltare nella fuga insieme con Pascal Ackermann e Rudiger Selig” ha continuato Sagan.

La fuga si è poi ulteriormente spezzata con il passare dei chilometri, lasciando il leader della Bora in avanscoperta insieme a Trentin, Teunissen, Theuns e Rowe, un quintetto che è stato raggiunto dopo lo scollinamento del Kemmelberg. “Quando siamo rimasti in cinque ho dato il massimo, ma non ce l’abbiamo fatta e nel finale non avevo più le gambe per lo sprint” ha ammesso Sagan.

'Quickstep ha inseguito ma non può essere felice’

Sagan ha spiegato di aver creduto davvero nel buon esito della fuga con Trentin e gli altri attaccanti, immaginando l’arrivo di qualche altro corridore dopo il passaggio sui muri, ma non il rientro del gruppo.

“Quando eravamo sul Kemmelberg mi aspettavo che un altro gruppetto sarebbe rientrato e che saremmo riusciti ad andare all’arrivo” ha dichiarato il tre volte iridato criticando la strategia della Deceuninck Quickstep. ‘Hanno inseguito e fatto in modo che il grosso del gruppo si riunisse. Ma alla fine la Quickstep non può essere felice perché ha vinto Kristoff” ha aggiunto lo slovacco, che continuerà la sua campagna di classiche con il Giro delle Fiandre di domenica prossima.