Corsi e ricorsi storici al Tour de France: oggi è il 18 luglio e 70 anni fa, lungo le strade allora polverose della Grande Boucle, il Ciclismo italiano scrisse la sua pagina più bella. Era il Tour del 1949, sarà uno spartiacque per la storia stessa del ciclismo, quando verrà dimostrato che vincere Giro d'Italia e Tour de France nello stesso anno è un'impresa possibile. La grande impresa l'avrebbe messa a segno Fausto Coppi ed in quel caldo 18 luglio del 1949 un altro grande del passato, Alfredo Binda allora CT italiano (era il periodo in cui al Tour andavano le selezioni nazionali) avrebbe mostrato che era possibile unire 'due Italie'.

Le premesse e la giornataccia di Saint-Malo

I ricordi sono sbiaditi, ma la storia ci ha tramandato che quella spedizione italiana al Tour fu parecchio travagliata. La rivalità tra Gino Bartali e Fausto Coppi toccava in quel periodo il suo punto più alto: l'anno prima 'Ginettaccio' aveva consegnato alla leggenda una storica vittoria al Tour, nei giorni cruenti dell'attentato a Togliatti si disse che l'impresa di Bartali evitò la guerra civile in Italia.

Ma il 1948 era stato anche l'anno dei Mondiali di Valkenburg, dove i due campioni si erano praticamente marcati stretti ed 'annullati' a vicenda, dando campo libero agli avversari. Nel 1949 Bartali era la maglia gialla in carica, Coppi aveva appena vinto in maniera strepitosa il Giro d'Italia: la tensione è alta, su chi bisogna puntare per la Grande Boucle? Alfredo Binda fa il primo miracolo, riuscendo a mettere d'accordo i due fuoriclasse: Bartali è l'uomo di punta, Coppi almeno al principio parte per aiutarlo.

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Ma Fausto rischia di uscire di scena dopo appena 5 tappe, con la caduta lungo la Saint-Malo-Les Sables d'Olonne che lo fa arrivare al traguardao a ben 18'43" dal vincitore, Ferdi Kubler. Bartali limita i danni e perde 'soltanto' 5 minuti e mezzo, nella generale Coppi accusa già un ritardo di oltre mezz'ora dalla maglia gialla, Jacques Marinelli. Il campionissimo aveva già le valigie pronte, lo stesso Bartali e Binda lo convinceranno a continuare il Tour.

L'incredibile rimonta

Due giorni dopo Coppi vince la cronometro individuale a La Rochelle ed inizia a recuperare in classifica. A Pau, il 10 luglio, vince Fiorenzo Magni e conquista la maglia gialla: la terrà una settimana, fino ai piedi delle Alpi. Il 18 luglio, settant'anni oggi, si corre la 16^ tappa da Cannes a Briançon ed è qui che, dopo le schermaglie iniziali, Bartali parte all'attacco. Coppi lo insegue e lo aggancia sull'Izoard, la pedalata dei due campioni non lascia scampo agli avversari e fa praticamente il vuoto alle loro spalle.

Una sorta di incantesimo che, però, potrebbe rompersi da un momento all'altro ed Alfredo Binda ne è consapevole: l'ammiraglia raggiunge i due fuggitivi, il CT sfodera tutti gli argomenti a disposizione per caricare Gino e Fausto e convincerli a collaborare fino in fondo, dalla mamma all'amor di patria, tutto è utile per permettere al ciclismo italiano di scrivere qualcosa di incredibile ed indelebile.

Al traguardo di Briançon vince Bartali, Coppi non tenta nemmeno la volata: è il 35esimo compleanno di Gino ed il corridore toscano lo festeggia indossando la maglia gialla. In classifica generale ha un vantaggio di 1'22" su Coppi, 1'24" su Marinelli ed 1'28" su Magni: qualcosa di incredibile se consideriamo il distacco oceanico dopo la maledetta Saint-Malo.

Il celebre 'Vai!' di Alfredo Binda

Bartali è dunque il favorito per vincere il suo terzo Tour de France? In realtà no, il penultimo giorno c'è una lunghissima cronometro da Colmar a Nancy di ben 137 km: Coppi è lo specialista, difficile che la maglia gialla gli sfugga. Accadrà però qualcosa che anticiperà i tempi: il giorno dopo, nella Briançon-Aosta, Gino e Fausto scattano nuovamente insieme stroncando qualunque resistenza avversaria. Bartali, però, fora nei pressi di La Thuile e Coppi, rispettando i patti, lo aspetta. Gino ha troppa foga di rimettersi in sella, cade e si alza piuttosto malconcio. Binda teme che il famoso incantesimo possa spezzarsi: 'Vai!' dice a Fausto e lui va, s'invola lungo il traguardo di Aosta dove sfila la maglia gialla al compagno di squadra e vince virtualmente il suo primo Tour, poco più di un mese dopo aver vinto il suo terzo Giro. Coppi vincerà anche la crono di Nancy ed a Parigi il suo vantaggio su Bartali sarà di quasi 11 minuti a dimostrazione che anche senza l'incidente di La Thuile il risultato finale del Tour sarebbe stato lo stesso. Ma Gino era un combattente, uno che non si è mai arreso dinanzi a niente e, come tutti, è affezionato al suoi fantasmi. Pertanto non perdonerà mai a Binda di aver dato via libera al rivale. Settant'anni dopo ci dispiace che non ci sia un italiano a competere per la vittoria al Tour, anche se di imprese dopo Coppi e Bartali il nostro ciclismo ne ha realizzate parecchie sulle strade di Francia. Ma in quel 18 luglio 1949 si scrisse veramente la storia del ciclismo: qualcosa che la maggior parte di noi, per evidenti ragioni anagrafiche, non ha vissuto, ma che tutti abbiamo amato.

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