E’ un record epocale: Kipchoge, impegnato nella maratona di Vienna, ha vinto la gara percorrendo la canonica distanza di 42 chilometri circa in meno di due ore. Con il tempo di 1’59''40 il keniota ha raggiunto un limite ritenuto impossibile, correre la distanza di 42,195 km in meno di 120 minuti. Chiunque corra la maratona a livelli assoluti sa che l'andatura media a chilometro dovrebbe essere 3,10' o 3,00'.

Un podista della domenica corre la distanza intorno ai 4'.

Il campione Eliud Kipchoge ha dunque centrato un'impresa impossibile secondo l'opinione di tutti. Abbattere il muro delle due ore è stato sempre impensabile per chiunque si sia mai cimentato sui 42 km della mitica maratona. Questa distanza ha una soglia psicologica che è quella dei 30 km. Se si arriva a quella soglia avendo dato tutto, c'è il rischio concreto di andare in crisi. Il keniano è riuscito invece a correre con un andatura costante di 2,58'' su tutti e 42 km, senza avere neanche un momento di crisi.

E' un record che non sarà registrato

L’impresa è avvenuta a Vienna. Il record però non è stato omologato, troppo particolare questo percorso per essere paragonato ad altri. Le gare su pista vengono invece omologate se corse su un anello di 400 mt che ha ottenuto il riconoscimento ufficiale delle varie federazioni di atletica.

Un tempo disumano

Il tempo ottenuto Kipchoge è disumano. Il maratoneta ha corso i 42 chilometri della maratona in meno di 3’ al chilometro.

Correre un solo chilometro in meno di 3 minuti è un tempo utile a correre in pista. Mantenere un'andatura costante sotto i 3 minuti sui 42 chilometri significa invece superare i limiti umani come ricordato dal maratoneta stesso al suo arrivo. La maratona è di per sé una corsa vicina ai limiti umani. Chiunque la corra deve superare prima se stesso, poi la distanza, poi il tempo e alla fine gli eventuali avversari.

Una breve storia

La tradizione vuole che il primo a percorrere questa distanza sia stato Filippide nel 490 a.C. quando per annunciare agli ateniesi la vittoria sui persiani, si cimentò nei famosi 42 km che separavano Atene dalla città di Maratona, per poi morire stremato dallo sforzo.

I miti della maratona

Ogni gara corsa sulla distanza dei 42 chilometri ha una sua storia. Ne sa qualcosa Dorando Petri (o Pietri) il quale è passato alla storia pur non avendola mai vinta.

Nelle Olimpiadi di Londra del 1908, fu infatti squalificato per essere stato aiutato sul traguardo da un giudice. Un perdente che entra nella storia. Mentre del vincitore non ricordiamo nemmeno il nome.

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