Comincia nel peggiore dei modi l'avventura dell'Italia di Basket verso il torneo preolimpico. E' vero che il periodo è ancora lontano - dal 23 al 28 giugno - ma gli azzurri e il ct, Meo Sacchetti, dovranno fare a meno di Luca Vitali che, a 33 anni, ha deciso di dire addio alla maglia azzurra. Queste le sue dichiarazioni sull'addio alla Nazionale di Basket: "Non parteciperò al Preolimpico, ho già salutato e ringraziato in privato tutti, da presidente Petrucci a Sacchetti, oltre ovviamente ai miei compagni, che per tutti questi anni mi hanno accompagnato nell’avventura in maglia azzurra.

Sono state stagioni belle ed indimenticabili, culminate con il Mondiale. Ci sarà un ricambio, immagino che dei volti nuovi avranno la loro opportunità".

Comincia nel peggiore dei modi perchè il sorteggio non è stato tenero verso un paese, l'Italia, che diserta i Giochi Olimpici dall'ormai lontano 2004 da quando, gli incredibili azzurri guidati da Charly Recalcati, conquistarono una storica medaglia d'argento, alle spalle dell'Argentina, bissando così il secondo posto di Mosca 1980, quando però, per il boicottaggio e la guerra fredda tra Usa e Urss (Unione delle repubbliche socialiste sovietiche), gli Stati Uniti rimasero a casa, a guardare.

Non è servito, nel 2016, nemmeno l'assist prezioso del presidente Fip Giovanni Petrucci, che organizzò quel preolimpico - che poi avrebbe premiato la Croazia - a Torino. Ci si riproverà l'anno prossimo, contro l'avversario peggiore, la Serbia, che avrà pure il vantaggio di giocare in casa, a Belgrado. L'obiettivo principale è quello di qualificarsi al termine del primo round, il girone B, con Portorico e Senegal.

Torneo Preolimpico, i gironi al completo

Nel girone A ci saranno Serbia, Nuova Zelanda e Repubblica Dominicana.

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Serbia che, non dimentichiamolo, è ancora scottata e per certi versi ferita dall'ultimo mondiale, dove poteva vestire i panni di protagonista e, invece, è finita fuori, a sorpresa, dal giro medaglie. Una sconfitta che ha portato alle dimissioni di Sasha Djordjevic, oggi concentrato solo sulla sua Virtus Bologna.

Difficile, conoscendo la validità della scuola serba, che quella Nazionale fallisca due volte di fila. Tanto più che, anche i precedenti, sono poco incoraggianti: su 10 incontri disputati a Belgrado l'Italia è riuscita a spuntarla solo in tre occasioni.

Ma, prima di pensare alla Serbia, meglio seguire alla lettera le indicazioni del ct Sacchetti. "Passiamo la prima fase, la semifinale e poi giochiamoci le nostre chance contro la Serbia". Il ct ha poi aggiunto: "La Serbia è la favorita e gioca in casa. Ma anche nel 2016, a Torino, l'Italia era favorita...".

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