Re di Roma per un giorno. Deontay Wilder è arrivato oggi 13 dicembre in Italia letteralmente abbracciato ed osannato dagli appassionati di pugilato. Insieme al presidente del WBC, Mauricio Sulaiman, nel corso della mattinata ha visitato i reparti pediatrici dell'ospedale Bambin Gesù, un qualcosa che per il Bronze Bomber ha un significato particolare visti i problemi di salute della figlia maggiore che soffre di spina bifida. Poi ha incontrato i giornalisti. La sua intensa giornata prevede anche un incontro privato con Papa Francesco in Vaticano e la visita alla nuova sede romana del Social Partener FPI Scholas Occurrentes.

In serata poi sarà ospite d'onore al PalaSantoro dove si disputa il Trofeo delle Cinture nell'ambito della 'Roma Boxing Week'. Nelle interviste concesse ai media, non potevano certamente mancare riferimenti ai suoi grandi rivali, ad iniziare da Tyson Fury che affronterà il 22 febbraio dell'anno prossimo nell'atteso rematch e, ovviamente, Anthony Joshua tornato recentemente in possesso dei titoli mondiali che aveva perso lo scorso giugno al cospetto di Andy Ruiz. Le intenzioni di Wilder sono chiarissime e non usa mezzi termini, come nel suo stile: "I pesi massimi hanno bisogno di un unico campione del mondo".

L'invito a Joshua: 'Possiamo rendere migliore la nostra generazione'

Per vederlo nuovamente sul ring dopo la vittoria per k.o del mese scorso su Luis Ortiz, pertanto, bisognerà attendere il prossimo 22 febbraio, giorno del rematch con Fury dopo il pari di Los Angeles dello scorso anno. "Aspettatevi un k.o - dice ai cronisti - perché io salgo sul ring solo per mettere al tappeto il mio avversario". Per quanto riguarda la preparazione, Deontay Wilder sottolinea che "sta procedendo in modo fantastico".

Capitolo Joshua, il più controverso. Prima del sorprendente rilancio di Tyson Fury lo scorso anno, Deontay ed AJ erano stati accostati ripetutamente per un nuovo 'match del secolo', combattimento che però non venne mai organizzato nonostante lunghe ed articolate trattative. Difficile che avvenga entro la prima metà del 2020, fermo restando che Wilder deve prima battere Fury, perché per Joshua adesso sono scattate le difese obbligatorie delle federazioni WBO e IBF di cui detiene le corone (oltre a quelle Super WBA e IBO) che dovrà sostenere entro il prossimo mese di giugno.

Se entrambi i pugili supereranno indenni i prossimi combattimenti, un eventuale confronto sul ring potrebbe essere programmato per il 2021 (ottimisticamente anche negli ultimi mesi del 2020). "Amico - dice Wilder, idealmente rivolto a Joshua - si parla sempre delle vecchie generazioni, ma adesso facciamo parlare di noi. Abbiamo la possibilità di rendere migliore la nostra generazione ed io sono pronto. Io sono il più cattivo del mondo sul ring, diamo ai fan quello che vogliono, io e te sullo stesso ring. Ti aspetto, quando vuoi".

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