L'esigenza di ripartire insieme agli altri sport, anzi addirittura prima. Lo ha sottolineato il presidente della Federazione Italiana Tennis, Angelo Binaghi, intervenuto in videoconferenza con l'Istituto Lombardi. Dal suo punto di vista, il tennis presenta margini di sicurezza che, alla luce dell'emergenza, sono più ampi rispetto ad altre discipline ed ha anche puntualizzato che, in merito, saranno comunque presi tutti gli accorgimenti necessari. Dal suo punto di vista, questo messaggio deve essere recepito dal governo, ovviamente nella persona del ministro competente.

'Ripartire per primi sarebbe un grande vantaggio competitivo'

"Caratteristiche intrinseche della disciplina (prima tra tutte quella di rarissimi contatti fisici) unite a tutta una serie di ulteriori precauzioni che si dovrebbero prendere". Sono queste le 'basi' che rendono il tennis uno sport sicuro alla luce di una situazione nuova e problematica che, purtroppo, dopo quanto accaduto in Italia e nel mondo in questi mesi non si risolverà dall'oggi al domani. "Ma il tennis in Italia può ripartire prima di altri sport - insiste Binaghi - e il nostro obiettivo è riuscire a farlo capire al governo". Messaggio che, se venisse recepito dall'esecutivo, permetterebbe al tennis di ripartire e darebbe a tutto il movimento, secondo il parere del numero uno della Federtennis, "un grande vantaggio dal punto di vista competitivo".

'Viviamo una situazione simile a quando, anni fa, nessuno voleva più giocare a tennis'

Sebbene questo tipo di emergenza sia assolutamente nuova a livello italiano e mondiale, Binaghi la paragona ad una situazione desolante che si stava verificando diversi anni fa. "Nessuno voleva più giocare a tennis, le nostre strutture venivano trasformate in campi da calcetto.

Questo perché non c'erano risultati e, di conseguenza, nemmeno soldi. Il tennis non era più credibile e non aveva alcun valore". I vertici del tennis italiano erano soli, sottolinea Binaghi ma "oggi non è così perché la riforma dello sport italiano ci consente di avere un Ministero che, grazie alla "Sport e Salute" può mettere in atto azioni che, con il vecchio sistema, non erano possibili".

Il presidente federale sottolinea inoltre lo sforzo per "un enorme taglio dei costi dei progetti di sviluppo che abbiamo operato" oltre a "sacrifici richiesti a tutta l'organizzazione della Federtennis. "Senza società e circoli non ci può essere attività per i giovani e lavoro per gli insegnanti" e in merito Binaghi parla del primo passo, quello della "ripresa dell’attività a squadre, di ogni livello e di ogni grado, in maniera totalmente gratuita, naturalmente quando ci verrà concesso e la stessa cosa faremo per l'attività giovanile e individuale". In ultimo gli Internazionali d'Italia, fiore all'occhiello del tennis nazionale. Binaghi non molla e l'intenzione è quella di riprogrammarli. "Stiamo lottando per farli disputare in autunno".

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