"Il ciclismo italiano non può ancora ripartire". A parlare è Carlo Gugliotta che scrive un ampio editoriale sul sito da lui diretto, Inbici.net, in cui analizza una situazione nella quale non è ancora presente un decreto della presidenza del Consiglio dei ministri nel quale vengano stabilite le regole da applicare durante le gare e le manifestazioni di Ciclismo. Nei giorni scorsi il Comitato tecnico-scientifico ha respinto le proposte del ministro dello Sport Vincenzo Spadafora che si poneva l'obiettivo di fare ricominciare la pratica degli sport di contatto a livello amatoriale.

Gugliotta: incredibile che non si riesca a prendere una decisione sul ciclismo

La proposta del ministro dello Sport Vincenzo Spadafora di fare riprendere tante attività a livello amatoriale, come ad esempio anche il calcetto, è stata bocciata dal Comitato tecnico-scientifico. Il ministro si è opposto a questa bocciatura ma intanto si è ancora una fase di sospensione, nella quale, scrive Gugliotta, ad esempio, non si è ancora presa una decisione su uno sport come ad esempio il ciclismo nel quale, tranne in caso di cadute, non ci sono scontri tra i partecipanti. In attesa di queste normative la pratica è ancora consentita solamente a livello individuale.

Spadafora stesso ha scritto anche al presidente del Consiglio Giuseppe Conte contro la decisione del ministero della Salute e del Comitato.

Per Spadafora questo parere del Cts non è legato alla realtà dei fatti. Il ministro aggiunge che, in un contesto di manifestazioni politiche, sportive e culturali presenti e in situazioni di piazze e strade piene di persone, non si può continuare con posizioni intransigenti su alcune pratiche sportive.

Per Gugliotta quindi il ciclismo resta in uno stato di sospensione, si parla tanto di riprendere, tra poco ci saranno anche gare internazionali come la Strade Bianche, alcune squadre a luglio verranno in ritiro nel nostro Paese ma "regole ancora non se ne vedono". Gugliotta chiude analizzando che al momento ci sono solo ipotesi e parole.

Il ct della Nazionale Davide Cassani: 'Il ciclismo a porte chiuse perde la sua magia'

A proposito di gare internazionali e di disputa delle manifestazioni stesse, c'è da registrare la presa di posizione del Commissario Tecnico della Nazionale Italiana Davide Cassani. In un'intervista a Gazzetta Regionale, ha sottolineato che, in vista del Mondiale di settembre se si correrà in Svizzera come da programmi, il riferimento della squadra sarà Nibali. E ha anche aggiunto che il ciclismo a porte chiuse perderebbe tutta la sua magia. Il commissario tecnico si è espresso più volte in questi mesi di lockdown soprattutto con interventi volti a mettere al centro dell'attenzione la sicurezza dei ciclisti.

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