Nelle ultime ore una notizia rischia di scatenare nuove polemiche nel mondo del Ciclismo: secondo il Corriere della Sera, infatti, un ispettore Uci avrebbe captato segnali wi-fi provenienti dal gruppo del Tour de France. Nelle scorse settimane, in seguito all'incidente del ciclista belga Remco Evenepoel, avvenuto al Giro di Lombardia, si è scatenata una grossa polemica ai danni di Davide Bramati, direttore sportivo del giovane atleta che, subito dopo l'incidente, ha prelevato dalle tasche del corridore un oggetto a forma di scatoletta. La versione ufficiale del team, la Deceuninck-Quick-Step, parla di una bottiglietta contenente sostanze energetiche, anche se alcuni giornali (come il Corriere) hanno lanciato l'ipotesi che potesse essere un modem.

La Federazione ha aperto una inchiesta.

Tour de France, ispettore Uci: 'Captati segnali wi-fi'

L'ispettore della Unione Ciclistica Internazionale ha deciso di rivelare la notizia al Corriere. L'uomo ha captato sul suo telefono cellulare dei segnali wi-fi che provenivano dal gruppo del Tour de France. Il tutto è avvenuto durante la settima tappa della corsa. Tali segnali, per l'ispettore, derivano da un modem 4G a saponetta. Strumento vietato dai regolamenti della federazione. Attraversi tali strumenti, infatti, i team possono entrare in possesso di numerosi dati, come le posizioni di tutti i ciclisti. Ma con i modem le ammiraglie possono anche leggere la cosiddetta curva di potenza, ovvero un grafico dal quale si evincono le debolezze e le potenzialità di ogni atleta.

Attraverso questa curva, poi, le ammiraglie sono in grado di capire quando un corridore è privo di energia e quando (e per quanto tempo) può sostenere una determinata andatura. Sostanzialmente l'uso dei modem potrebbe permettere di modificare la strategia durante la corsa, dando il potere alle ammiraglie di telecomandare i propri corridori.

I dati potrebbero essere catturati da degli hacker

La comunicazione di tutti questi dati, definiti dati di corsa, sono come già detto vietati. L'uso dei modem, di fatto, apre alla possibilità da parte dei team di assoldare degli hacker in grado di intercettare i dati degli avversari e modificare sulla base di essi le strategie e le tattiche.

Un rischio, questo, che l'Unione Ciclistica Internazionale non ha intenzione di correre. La federazione sospetta che vi siano alcuni team, definiti dal Corriere della Sera come "ricchi e spregiudicati", che utilizzano tali sistemi vietati per tenere monitorati i propri atleti e gli avversari. Cosa che, senza dubbio, garantirebbe un grande vantaggio. L'attenzione su questa tematica è in forte crescita, e la federazione ha promesso che intensificherà i controlli in tal senso. In attesa di avere anche maggiori informazioni sull'inchiesta aperta sette giorni fa riguardante l'oggetto sospetto in possesso di Evenepoel.

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