Nella lista dei corridori che hanno deluso le aspettative in questa stagione 2020 di Ciclismo appena conclusa, uno dei posti di primo piano spetta ad Elia Viviani. Il velocista veronese era stato tra i più vincenti e continui nel biennio 2018-2019 vissuto alla Deceuninck Quickstep, ma un anno fa ha deciso di accettare la ricca offerta arrivata dalla Cofidis, un team di livello inferiore e con una tradizione meno vincente ma che lo ha messo al centro del suo progetto. Il piano di Viviani e della squadra francese non ha però funzionato ed il bilancio finale è stato da fallimento assoluto, con un inedito zero nella casella delle vittorie stagionali.

Viviani: ‘Pensavo fosse più semplice’

Concludere la stagione senza neanche una vittoria è un fatto totalmente nuovo e spiazzante per un corridore come Viviani che in dieci anni di ciclismo professionistico ha messo in bacheca la bellezza di 78 successi, di cui 29 nelle precedenti due annate passate alla Deceuninck Quickstep. Tra il veronese e la squadra belga si era creato un feeling perfetto, ma nella passata sessione di ciclo mercato si è consumato l’addio.

Viviani ha ricevuto ed accettato una proposta economicamente molto importante dalla Cofidis ed è diventato il fulcro del team francese. Purtroppo, però, le cose non sono andate bene in questa nuova realtà. Come avvenuto ad altri corridori che hanno lasciato il team di Lefevere, un ambiente in cui molti riescono a raggiungere il top, anche Viviani è andato incontro ad una stagione molto deludente.

Il veronese ha iniziato il 2020 in gennaio al Tour Down Under, ha corso già molto prima dello stop imposto a marzo dall’emergenza sanitaria, e si è poi impegnato sia al Tour de France che al Giro d’Italia. I risultati sono stati scadenti: zero vittorie, appena tre piazzamenti sul podio e tutti ottenuti in corse minori.

Viviani si è confidato a La Gazzetta dello Sport a conclusione di questo 2020 così deludente, e non ha nascosto di aver sottovalutato gli effetti del cambio di squadra. “Le colpe sono 50 e 50 tra me e la squadra. Pensavo fosse più semplice ricreare il gruppo per lo sprint attorno a me, invece non è stato così” ha dichiarato l’ex Campione d’Italia.

‘Il gruppo deve correre assieme’

L’analisi di Elia Viviani sul suo flop è passata dalla preparazione atletica al lavoro di squadra nell’approccio allo sprint. Il Campione Olimpico ha dichiarato di aver raggiunto un buon livello nella sua condizione di forma, anche se non super, ma di non essere riuscito a centrare nessuna vittoria. “I numeri c’erano, i risultati no. Di sicuro mi è mancato il lavoro in pista” ha osservato Viviani, che si è soffermato molto sul ruolo di Fabio Sabatini, il gregario che lo ha seguito nel suo passaggio dalla Deceuninck Quickstep alla Cofidis. Sabatini è stato voluto fortemente dal Campione Olimpico come uomo chiave nel lanciare le sue volate, ma la squadra ha poi deciso di non schierarlo in molte delle corse più importanti, a partire dal Tour de France.

Viviani ha dichiarato di credere ancora nel progetto della Cofidis, ma ha chiesto alcuni correttivi, soprattutto a riguardo del suo uomo guida. “Il gruppo per essere creato deve correre assieme. Sabatini deve essere una certezza, non un punto di domanda. Non può essere messo in discussione perché siamo complementari” ha dichiarato Viviani.

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