La sedicesima e terzultima tappa della Vuelta Espana si è decisa con una volata di un gruppo ridotto a circa quaranta corridori dopo una corsa tirata e nervosa. La maglia rossa di Primoz Roglic è stata messa alla prova dalla Ineos di Carapaz, che ha provato a forzare l’andatura su un percorso non durissimo ma segnato comunque da due lunghe salite, una tortuosa discesa bagnata e tanti saliscendi. Il leader della corsa ha risposto apparentemente senza affanni e nel finale ha agguantato anche l’abbuono spettante al secondo arrivato, 6’’ che potrebbero essere molto preziosi.

La corsa è stata vinta da Magnus Cort Nielsen, danese della EF, il corridore più veloce tra quelli rimasti nel gruppo principale al termine di una tappa che ha visto il francese Remi Cavagna nel ruolo del principale e sfortunato protagonista, ripreso ormai ad un paio di chilometri dal traguardo.

Vuelta, la Ineos mette alla prova Roglic

La tappa numero sedici della Vuelta Espana ha portato i corridori da Salamanca a Ciudad Rodrigo attraverso un percorso di 162 chilometri con due salite, Puerto el Portillo e Puerto el Robledo, rispettivamente di seconda e prima categoria.

Nelle fasi iniziali si sono susseguiti gli scatti fino a quando non si è formata al comando una fuga composta da sei corridori: Remi Cavagna (Deceuninck), Robert Stannard (Mitchelton), Kobe Goossens (Lotto Soudal) e ben tre atleti della Burgos BH, Angel Madrazo, Juan Felipe Osorio e Jesus Ezquerra.

La corsa è sembrata andare in favore di questi attaccanti, ma la situazione è cambiata radicalmente in vista del Gpm di Puerto el Portillo, quando la Ineos ha dato una decisa strattonata al gruppo.

Carapaz e compagni hanno cercato di valutare le condizioni di Roglic per approfittare di una eventuale giornata storta del leader della corsa. Lo sloveno ha però risposto con una prestazione solida e attenta, rimanendo sempre nelle prime posizioni anche quando la Ineos ha continuato a forzare l’andatura nella successiva e tortuosa discesa, resa insidiosa anche dalla strada bagnata.

Niente da fare per Valverde, a vincere è Cort Nielsen

Sul Puerto del Robledo sono rimasti in testa alla corsa i soli Remi Cavagna e Robert Stannard, mentre la Ineos ha continuato ad insistere in testa al gruppo, ma con pochi uomini rimasti al fianco di Carapaz. I due battistrada sono arrivati allo scollinamento con il gruppo ormai alle calcagna, finché a una ventina di chilometri dall’arrivo Cavagna ha mollato anche Stannard rimanendo da solo al comando.

Il corridore francese ha gettato sulla strada tutte le sue eccellenti capacità di passista per difendere un vantaggio minimo, ma il gruppo ridotto ad una quarantina di corridori si è riorganizzato sotto l’impulso di Movistar e Mitchelton.

Ormai a un paio di chilometri dall’arrivo Cavagna ha visto svanire la sua bella azione e il gruppo è andato a giocarsi il successo in volata. La Movistar ha cercato di lanciare Alejandro Valverde, ma gli scatti nel finale di Bruno Armirail e George Bennett hanno un po’ scombinato i piani del team spagnolo.

Valverde è dovuto partire presto nella sua volata, finendo per piantarsi e Magnus Cort Nielsen ha avuto gioco facile ad imporre il suo sprint.

Il danese della EF è andato a vincere largamente e dietro Roglic e Rui Costa si sono contesi la seconda piazza al fotofinish. Il leader della generale ha avuto la meglio, acquisendo sei preziosi secondi di abbuono e trasformando in un boomerang la strategia della Ineos che ha annullato la fuga.

In classifica generale Roglic allunga il proprio vantaggio a 45’’ su Carapaz e a 53’’ su Carthy alla vigilia dell’ultima e decisiva tappa di montagna di domani con arrivo a La Covatilla.

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