Dopo il grande spavento, Elia Viviani rilascia delle dichiarazioni in cui parla delle anomalie cardiache subite durante un allenamento in vista della nuova stagione ciclistica. Il campione azzurro, velocista che in carriera vanta un titolo di campione italiano ed europeo, ha raccontato che, in allenamento ha notato un notevole balzo nel ritmo cardiaco. Cosa, questa, che gli ha procurato un grande spavento e che lo ha costretto a numerosi esami diagnostici per valutare le sue condizioni di salute.

'Battiti a 220 in 20 secondi, mi sono spaventato'

Il tutto è avvenuto nella giornata di domenica, quando Viviani e la Cofidis (il suo team) erano intenti a preparare la prossima stagione ciclistica.

Viviani, che a differenza di quanto affermato in un primo momento si trovava in Italia e non in Spagna, era intento a percorrere un tratto di strada in salita quando ha avvertito uno sbalzo nel suo ritmo cardiaco. In particolare, il corridore ha affermato che i battiti sono arrivati a 220 in un arco di tempo molto breve, tra i 20 e i 25 secondi. Tale anomalia è stata avvertita da Viviani, causandogli un grosso spavento.

Subito dopo, Viviani ha raccontato di aver chiamato Roberto Corsetti, medico cardiologo che segue da oltre dieci anni proprio il campione azzurro. Il professore, sentendo come sono andati i fatti, ha dunque scelto di sottoporre Viviani a dei controlli immediati. In particolare, il corridore si è sottoposto a una ecografia da sforzo e a un elettrocardiogramma con l'obiettivo di comprendere l'origine dell'aritmia.

'Ora sto bene, spero di tornare presto'

Poche ore dopo, il ciclista è stato ricoverato presso l'Ospedale Universitario Le Torrette di Ancona. Qui, grazie al lavoro dell'equipe guidata dal professore Antonio Dello Russo, sono stati effettuati ulteriori accertamenti. Essi erano mirati a far ricreare quella strana aritmia, in modo da riuscire a replicare ciò che era successo nel mentre che Elia si trovava in sella alla propria bici.

Alla fine, come spiega lo stesso atleta, il battito è tornato ad accelerare fino a raggiungere i 220 battiti e in quel momento è stata effettuata un'ablazione.

Al momento, le condizioni del corridore sono buone. Esso ha ora un chip posto sotto la clavicola, che ha il compito di registrare l'attività cardiaca. Viviani, comunque, si è detto "ottimista": i medici hanno parlato di un periodo di riposo di almeno 15 giorni, al termine del quale il ciclista dovrà sottoporsi a ulteriori controlli.

Nella giornata di venerdì 22 gennaio, Elia tornerà nella propria casa di Montecarlo. L'obiettivo dichiarato del ciclista, ora, è quello di tornare in bici "presto", riuscendo possibilmente a rispettare il programma che si era prefissato a inizio preparazione.

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