Nella mattinata italiana è andata in scena la finale femminile degli Australian Open. Si affrontavano Naomi Osaka, numero 3 del mondo, e Jennifer Brady, ormai una certezza del circuito dopo la semifinale da poco conquistata agli US Open. La più quotata giapponese ha avuto qualche problema di troppo nel primo parziale, ma alla fine è riuscita a chiudere il discorso in due set. Osaka ha prevalso con lo score di 6-4 6-3 dopo 1h e 20 minuti di gioco.

Per Naomi si tratta del quarto titolo del Grande Slam su quattro finali disputate, il secondo in Australia dopo il successo del 2019 contro Petra Kvitova.

Si conferma ancora una volta il killer instict della ragazza ogni volta che l'appuntamento è importante. La giapponese, infatti, quando ha superato gli ottavi di un torneo dello Slam non ha ancora mai perso una partita.

Osaka la spunta in un primo set molto combattuto

Osaka sceglie di servire per prima e la scelta sembrerebbe pagare: due ace, un servizio vincente e 1-0 per la giapponese. Brady non vuole essere da meno e in un batter d'occhio s'invola 40-0. L'americana commette qualche leggerezza di troppo e si fa rimontare. Alla fine grazie a due buone prime conquista il gioco ai vantaggi: 1-1. L'appuntamento con il break per la numero 3 del mondo è solamente rimandato al quarto gioco. L'americana infatti, complici due deleteri doppi falli, cede la battuta: 3-1 Osaka e servizio.

La giapponese tuttavia non sfrutta l'evidente momento di appannamento dell'avversaria e gioca un pessimo game alla battuta (soltanto 1 prima su 8 punti giocati). La nativa di Harrisburg può dunque rientrare nel match: 3-2. L'americana sembra risollevarsi e nel game successivo tiene addirittura a zero: 3-3. Il momento è di quelli delicati per Osaka.

Brady infatti si porta pericolosamente sul 15-30. La reazione di Naomi però è da campionessa: prima vincente, ace e grande scambio vinto in spinta. Torna avanti dunque la numero 3 del mondo: 4-3. Nell'ottavo gioco la statunitense deve annullare una palla break ma alla fine è molto brava con il servizio a portarsi a casa un game fondamentale, il più lungo dell'incontro per il momento (12 punti): 4-4.

Anche la giapponese deve annullare una palla break e lo fa brillantemente con uno splendido dritto in lungolinea: 5-4, Brady serve per restare nel primo set. Qui l'americana non sfrutta un vantaggio di 40-15 e regala il primo set alla sua avversaria, anche fortunata soprattutto nello scambio che poi le ha permesso di guadagnare il set point. Dopo 40 minuti di match alla pari il punteggio è dunque 6-4 in favore di Naomi Osaka.

Tutto facile nel secondo set

Nel secondo parziale non c'è storia. La Brady non si è ancora ripresa dalla rocambolesca perdita del primo set e nei primi quattro giochi del set vince solamente 6 punti. Dopo pochi minuti la partita è già 4-0 per la numero 3 del mondo e servizio a disposizione.

Il secondo titolo agli Australian Open è ormai ad un passo. Osaka prova a dare un po' di pepe a questo secondo set a senso unico e con qualche errore di troppo perde la battuta: 4-1. L'americana rompe un parziale di cinque giochi consecutivi. Brady prova a farsi sotto sul 4-2, ma ormai la giapponese sa di avere la partita nelle proprie mani e non ha particolari difficoltà a portarsi a casa il settimo gioco: 5-2. La numero 3 del mondo non vuole rischiare di dover servire per il match ed accelera vistosamente le operazioni. La statunitense tuttavia non molla e con le unghie e con i denti prova a restare aggrappata alla sua prima finale Slam: 5-3. Osaka non sembra conoscere il significato della parola pressione e con un Tennis di altissimo livello tiene la battuta a zero: 6-3 e secondo successo a Melbourne.

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