Tra Eddy Merckx, il più vincente campione della storia del ciclismo, e Remco Evenepoel, designato da molti come il suo possibile erede, non sono mai mancate frecciate incrociate e polemiche. Dopo aver strabiliato il mondo del ciclismo in una breve e sfolgorante carriera tra gli juniores, Evenepoel ha saltato la categoria under 23 ed è diventato direttamente professionista, spinto da prestazioni che gli hanno cucito addosso il soprannome di “nuovo Merckx”. Quel paragone azzardato probabilmente non è piaciuto al dominatore del ciclismo degli anni Sessanta/Settanta, che non ha mancato di criticare più volte Evenepoel.
Merckx: ‘È passato professionista troppo presto’
In questi tre anni nel ciclismo pro, il giovane belga ha confermato di avere un talento eccezionale, ma di essere un diamante ancora parzialmente grezzo, con alcuni limiti tecnici e con un carattere un po’ egocentrico e istintivo. Il gestaccio all’arrivo dell’Europeo e le polemiche interne allo squadrone belga dopo l’ultimo Mondiale hanno evidenziato una volta di più il modo di fare un po’ brusco di Evenepoel. Alla vigilia della rassegna iridata, Merckx aveva definito il suo giovane connazionale “un corridore che corre principalmente per sé stesso”, spiegando di non aver gradito la sua convocazione in nazionale.
Ora Merckx è tornato a parlare in maniera critica di Remco Evenepoel.
Secondo il leggendario campione, i momenti difficili in cui il 21enne della Deceuninck è incappato in questi tre anni sono dovuti a un’errata gestione della sua carriera giovanile. “Ammiro il suo carattere, ma è passato professionista troppo presto” ha analizzato Eddy Merckx.
Ciclismo, ‘Van Aert un vero campione’
Secondo Merckx, il salto dalla categoria juniores al ciclismo professionistico ha lasciato dei vuoti nel bagaglio tecnico e nelle esperienze di Evenepoel, un handicap che ora non è semplice da colmare. “Il suo problema è che è passato professionista troppo presto, saltando le altre categorie. Il risultato è che manca qualcosa nella sua preparazione. Spero che possa recuperare nei prossimi anni e dimostrare di essere un super campione” ha spiegato Merckx, che invece si è lasciato andare a grandi elogi per l’altro big del ciclismo belga, Wout Van Aert.
Nonostante il flop ai Mondiali, l’ex campione ha apprezzato molto la capacità di Van Aert di imporsi su tanti terreni diversi, una caratteristica che riporta al ciclismo di qualche decennio fa, in cui non c’era la specializzazione attuale.
“Ha vinto la Gand-Wevelgem, l’Amstel Gold Race, la tappa sul Mont Ventoux al Tour de France. È fortissimo per un corridore che non è uno scalatore, è un vero campione” ha commentato Eddy Merkx a proposito di Wout Van Aert.