L'ultima giornata del Giro d'Italia, chiuso il 29 maggio a Verona con il successo di Jai Hindley, ha riportato sotto i riflettori uno dei più grandi campioni della storia del Ciclismo, Mario Cipollini, per anni uomo da copertina e catalizzatore di mille attenzioni dello sport del pedale. L'ex velocista toscano è ancora tra gli osservatori più attenti del mondo del ciclismo in tutte le sue sfaccettature, ma raramente trova spazio in televisione, forse per la facilità con cui affronta anche i temi più scomodi con posizioni spiazzanti, se non ambigue.

Cipollini è intervenuto il 29 maggio nell'ultima puntata del Processo alla tappa, la trasmissione che segue la diretta del Giro su Rai 2, e ha parlato a lungo di tanti temi del ciclismo attuale.

Cipollini: 'È arrivata la matematica nel ciclismo'

Partendo da questo Giro che in alcune tappe si è rivelato piuttosto deludente e monotono, l'ex campione ha fatto una lunga disamina, mettendo a confronto il suo ciclismo e quello attuale. Cipollini ha criticato l'eccesso della tecnologia che toglierebbe lo spettacolo la parte istintiva del corridore, mettendo in scena un copione già del tutto preparato a tavolino.

"È arrivata la matematica nel ciclismo" ha dichiarato l'ex iridato. Ci sono addetti delle squadre che fanno uno screening totale delle potenzialità degli avversari.

Non c'è più l'istinto e la collaborazione con il Direttore Sportivo" ha criticato Mario Cipollini, che poi ha rilanciato quello che da anni è il cavallo di battaglia di ogni suo intervento, la creazione di una squadra interamente italiana, sia nei corridori che nello staff.

L'attacco ai giovani corridori

Cipollini ha chiamato in causa anche un passato ambiguo dello sport italiano, facendo i nomi di due medici come Francesco Conconi e Michele Ferrari, il primo dichiarato colpevole di doping ma salvato dalla prescrizione e il secondo squalificato a vita.

L'ex campione ha portato ad esempio quel periodo in cui il ciclismo italiano, e tanti altri sport, dominavano la scena anche grazie al lavoro di quegli scienziati poi fermati dalla giustizia. "Noi abbiamo insegnato a tutti a fare il ciclismo. La matematica del ciclismo è nata grazie a Conconi e Ferrari, che hanno aperto un mondo completamente nuovo, e noi ora siamo indietro a tutti" ha commentato Cipollini.

Cipollini ha anche parlato in modo poco lusinghieri dei corridori giovani, che secondo lui si lamentano troppo invece di rendersi conto di vivere delle proprie passioni, ben pagati da squadre che li attorniano di persone pronte ad assecondarli in tutto. "Si lamentano dei sacrifici, ma servirebbe qualcuno più vecchio a raccontargli com'è veramente la vita" ha commentato Mario Cipollini facendo poi riferimento allo storico Ct della nazionale Alfredo Martini.