La decisione era attesa da qualche giorno nel mondo del ciclismo ed è arrivata nella giornata di venerdì 28 aprile: Antonio Tiberi non è più un corridore della Trek-Segafredo. Le due parti hanno risolto con effetto immediato il contratto che le legava professionalmente.

La decisione diffusa dalla squadra ciclistica

Nelle scorse ore è stato diffuso un tweet dal profilo ufficiale della squadra ciclistica Trek-Segafredo che il rapporto professionale con il corridore Antonio Tiberi si è concluso con effetto immediato: il corridore era stato già sospeso dalla sua squadra dopo l'episodio del gatto ucciso lo scorso giugno dal ciclista quando si trovava a San Marino.

Nel comunicato della squadra, scritto in inglese, si legge che il team ciclistico non avrebbe apprezzato il comportamento del corridore sia relativo al gesto sia su quanto avvenuto successivamente, con prese di posizioni evidentemente non condivise dalla squadra.

Nel tweet si legge anche che i comportamenti del corridore non avrebbero soddisfatto i criteri della squadra per un ritorno alle corse e che queste saranno le uniche comunicazioni che verranno diffuse sul tema, in sostanza chiudendo in questo modo definitivamente la situazione e il rapporto con il ciclista.

Il corridore Tiberi può dunque già trovare un contratto con un altro team ciclistico; secondo le voci delle ultime settimane sul ciclista ci sarebbe già l'interesse della squadra Bahrain-Victorious, che desidererebbe poterlo inserire nel suo organico già nei prossimi appuntamenti stagionali.

L'episodio del gatto ucciso a San Marino

La vicenda del corridore Antonio Tiberi ha origine nello scorso anno, quando a giugno il ciclista a San Marino aveva sparato con la sua carabina, legalmente posseduta, colpendo e uccidendo un gatto da una distanza considerevole.

Il proprietario del felino era un politico di San Marino; l'episodio è stato diffuso a livello nazionale nello scorso febbraio e la squadra lo ha sospeso dall'agonismo.

Il corridore inoltre era stato condannato a pagare una pena pecuniaria di circa 4.000 euro all'erario di San Marino; da quando la vicenda è stata resa pubblica Tiberi non ha più partecipato a nessuna competizione ufficiale.

Successivamente il ciclista aveva rilasciato anche un'intervista concessa al programma di Mediaset Le Iene, nel quale il corridore aveva provato a giustificarsi per il gesto commesso.