Vincenzo Nibali, “Lo Squalo di Messina”, resta una leggenda del ciclismo mondiale anche a tre anni dal ritiro. Il campione siciliano ha un curriculum da fuoriclasse: è uno dei pochissimi corridori nella storia ad aver vinto tutti e tre i Grandi Giri — Tour de France, Giro d’Italia e Vuelta a España — oltre a due classiche italiane come la Milano-Sanremo e il Giro di Lombardia, entrando così in un’élite ristretta insieme a nomi come Merckx, Hinault e Gimondi. Intervistato dal quotidiano online La Sicilia, ha ripercorso i successi, le delusioni, lo stato attuale del ciclismo italiano e spronato i giovani a non mollare.
Solo qualche giorno fa è uscita la notizia del durissimo scontro con Froome, che arrivarono alle mani sul bus, anche se ora i due sono sicuramente in buoni rapporti.
Nibali: 'Mi rendo conto solo adesso che sono state gesta inarrivabili'
Oggi Nibali è impegnato a trasmettere la sua esperienza ai giovani del Team Nibali, con una formazione di juniores divisa tra la Toscana e Messina, e prossimi allenamenti in Veneto. Il ciclismo resta la sua grande passione e la sua vita: dopo qualche giorno di pausa, è pronto a riprendere l’attività dal 1 settembre.
Ripercorrendo la sua straordinaria carriera in un'intervista al quotidiano La Sicilia ammette di rendersi conto solo adesso dell’entità delle sue imprese, frutto di un impegno naturale e totalizzante: "Mi rendo conto solo adesso che sono state gesta inarrivabili".
Una volta concentrato totalmente sulla gara, ora da ex atleta Nibali si gode il rapporto con i tifosi, con cui adesso può dialogare con più calma rispetto al passato, quando la corsa assorbiva tutte le sue energie.
Il ciclismo italiano colpito da una dura crisi
Guardando al panorama attuale, Nibali sottolinea la crisi del ciclismo italiano, privo di squadre nazionali capaci di attirare interesse e sviluppare giovani, e denuncia le difficoltà nel diffondere la pratica nelle scuole, dovute anche alla mancanza di spazi adeguati. Sulla crisi del nostro ciclismo: "Non c’è più un team interamente italiano che crea attenzioni sul territorio".
In Sicilia, però, qualcosa sta muovendosi: a Ganzirri, grazie a un accordo con la Marina Militare, i bambini possono allenarsi in sicurezza su un percorso attrezzato, segno di una piccola rinascita.
Riguardo la sua terra, Nibali mantiene un legame profondo. Pur essendo partito da giovane per inseguire i suoi sogni, conserva un amore immenso per il mare e i paesaggi siciliani, spesso visitati assieme a sua figlia per farle scoprire le bellezze naturali e culturali dell’isola.
Tra i ricordi più intensi ci sono le sue prime gare a Barcellona Pozzo di Gotto, Acicatena e nel Ragusano, e l’ultima vittoria al Giro di Sicilia, un evento che spera venga rilanciato per il valore sportivo e turistico che rappresenta per la regione.
Nibali indica anche alcune tappe “incompiute” del suo tour turistico siciliano, come la Scala dei Turchi e la Riserva dello Zingaro, e non ha dubbi sul suo posto del cuore: le Eolie, per il mare unico e la natura incontaminata.
Per Nibali il ciclismo non è solo uno sport ma una vera e propria missione di vita, e nonostante la fine dell’attività agonistica, continua a viverlo con la stessa passione, impegnandosi per far crescere i giovani e valorizzare il territorio a cui è così profondamente legato.