Tra i campioni della Vuelta España, l'ultimo grande giro della stagione del ciclismo che scatta il 23 agosto, mancherà la stella più luminosa: Tadej Pogačar. Il campione del mondo aveva inserito la corsa spagnola nel suo programma 2025, per cercare di completare il trittico di grandi giri dopo aver già conquistato il Tour de France e il Giro d'Italia. Dopo aver concluso il Tour trionfalmente, ma un po' svuotato a livello mentale, Pogačar ha deciso di alleggerire il suo programma di fine stagione, cancellando la Vuelta. Il campione si prenderà un periodo di riposo per poi puntare ai Mondiali e al Lombardia, appuntamenti chiave dei prossimi due mesi.
Parlando a Cyclingnews, il team manager della UAE Emirates, Mauro Gianetti, ha spiegato che il forfait è dovuto alle fatiche accumulate nella prima parte di stagione, e soprattutto nelle classiche di primavera. "Correre tutte le classiche è stata un'impresa enorme, chi non è nel ciclismo non se ne rende conto", ha commentato il manager svizzero.
'Tutti si aspettano che Pogačar vinca e dia spettacolo'
Tadej Pogačar ha corso la Vuelta España solo una volta, nel 2019. Il giovane sloveno si presentò al via come un promettente talento della nuova generazione, e nelle tre settimane di corsa strabiliò tutti vincendo tre tappe e chiudendo il suo primo grande giro della carriera al terzo posto. Da allora, Pogačar è diventato il numero uno del ciclismo mondiale, ormai destinato più al confronto con le leggende del passato che con gli avversari attuali.
La Vuelta è l'unico grande giro che ancora manca al suo palmarès, e il vuoto continuerà almeno fino al 2026, visto che la corsa è stata cancellata dal suo programma.
Mauro Gianetti ha raccontato che Pogačar ha vissuto un finale di Tour difficile sotto l'aspetto mentale, nonostante il quarto trionfo ottenuto con apparente scioltezza. "Essere Tadej Pogačar è divertente, ma non è facile. È sotto pressione", ha dichiarato Gianetti, "Quando corre, tutti si aspettano che faccia bene, vinca e dia spettacolo. Quindi è importante gestire questo aspetto. Non è solo un corridore, quindi ha bisogno di sufficiente riposo fisico e mentale per essere felice in gara, divertirsi e offrire spettacolo come ha sempre fatto".
'La Roubaix è più impegnativa di una corsa di una settimana'
Mauro Gianetti ha spiegato che il programma di Pogačar per questa stagione si è rivelato più difficile di quello seguito l'anno scorso. Nel 2024, il campione si era impegnato in due grandi giri, ma aveva partecipato a pochissime classiche di primavera. Stavolta, Pogačar ha corso tutta la campagna di classiche, dalla Strade Bianche alla Liegi passando per Sanremo, Fiandre, Roubaix, Amstel e Freccia. "Correre tutte le classiche come ha fatto quest’anno è un'impresa enorme. Forse chi non è nel ciclismo non se ne rende conto. La gente pensa che siano solo corse di un giorno, ma la Parigi-Roubaix è molto più impegnativa di una corsa a tappe di una settimana", ha commentato Gianetti.
"Correre tutte le classiche è molto più impegnativo che correre un grande giro, soprattutto se le corri tutte come ha fatto lui", ha analizzato il manager della UAE Emirates, "C'è il passaggio dal pavé alle salite, ci sono sbalzi di temperatura, i percorsi sono diversi e ti trovi a competere contro campioni diversi rispetto a quelli che affronti nei grandi giri. Lo sforzo fisico e mentale è enorme, quindi non era assolutamente una buona idea partecipare alla Vuelta".