NOTA DI CORREZIONE: Questo articolo è stato modificato a partire dal titolo perché una precedente versione non spiegava correttamente quello che intendeva dire Gianluca Rocchi. Ci scusiamo con i nostri lettori.

Gianluca Rocchi, designatore della CAN, ha preso una posizione netta durante la trasmissione Open Var su Dazn: “L’ho sempre detto a tutti senza problemi e lo ribadisco: se qualcuno non crede alla nostra buona fede, io domani mattina lascio”. Il riferimento è alla lettera di protesta inviata dalla Lazio alla Lega Serie A in seguito alle polemiche sul gol del pari segnato da Davis in Udinese‑Lazio.

La difesa degli arbitri

Rocchi ha sottolineato che l’obiettivo della classe arbitrale è “fare meno errori possibili”, ma ha ammesso che qualche sbaglio può capitare. “Se foste con me qualche weekend vedreste quanto mi incazzo”, ha aggiunto, evidenziando la tensione e l’impegno che caratterizzano il suo ruolo. L'impegno è massimo, ha assicurato.

Il gol di Davis e la norma sull’immediatezza

Il designatore ha difeso la regolarità del gol di Davis, definendolo “una rete buona”. Ha spiegato che il tocco di mano è stato fortuito e non intenzionale, e che la norma sull’immediatezza – che richiede un’azione rapida tra tocco e tiro – non si applica in questo caso. Rocchi ha proposto di inviare il filmato all’IFAB per chiarire la regola, sottolineando la necessità di interpretazioni più precise.

Serve chiarezza, ha detto.

La risposta alle proteste della Lazio

Il giorno precedente, il presidente della Lega Serie A, Ezio Maria Simonelli, aveva risposto alla lettera della Lazio, ribadendo la necessità di rispetto verso la classe arbitrale. Simonelli aveva affermato che mettere in dubbio la credibilità del campionato mina il sistema e che eventuali contestazioni andrebbero affrontate nelle sedi competenti, non attraverso comunicazioni pubbliche. Il rispetto è fondamentale, ha concluso.