Il ministro dello Sport Andrea Abodi ha risposto alle polemiche sul passaggio della fiaccola olimpica nelle 110 province italiane. Intervenuto a margine della cerimonia per i 150 anni dell’Associazione Sportiva Udinese, Abodi ha riconosciuto che “qualunque modello è perfettibile, qualche errore può capitare in un’organizzazione così complessa”, ma ha fermamente sottolineato che “le cose non sono andate come sono state raccontate”.

Il ministro ha aggiunto: “Piuttosto che alimentare polemiche, bisognerebbe parlarsi e spiegarsi. Ci saremmo evitati ore e giorni di imbarazzi”.

Abodi ha poi evidenziato il valore simbolico della fiaccola olimpica, definendola una “meravigliosa opportunità di rendere italiano il messaggio olimpico, che coinvolge sia il percorso olimpico che quello paralimpico. È un segnale che tiene accesi i sentimenti dello sport e del bene comune, di cui tutta l’Italia deve sentirsi parte”.

Il contesto della polemica

Le dichiarazioni del ministro arrivano in un clima di tensione legato alla scelta dei tedofori per il passaggio della fiaccola. Erano emerse critiche, in particolare, per la presenza di personaggi dello spettacolo e influencer, a scapito di ex atleti storici. In risposta, la Fondazione Milano-Cortina ha difeso il processo di selezione, definendolo “rigoroso, inclusivo e rispettoso”.

La Fondazione ha sottolineato che sportivi, artisti e cittadini sono stati scelti per motivi diversi ma ugualmente validi.

Il presidente della Fondazione, Giovanni Malagò, ha affermato: “La storia degli atleti è sacra. Tutto mi si può dire, eccetto che io non l’abbia rispettata e valorizzata”.

La posizione della Fondazione Milano-Cortina

La Fondazione Milano-Cortina ha voluto chiarire che non esistono graduatorie o contrapposizioni tra le diverse categorie di tedofori. “Lo sportivo per i suoi risultati, l’artista per la sua popolarità, il cittadino per il suo impegno: tutti portano la Fiamma, tutti rappresentano il Paese, tutti sono parte della stessa narrazione di valori”. Il ministro Abodi, inoltre, ha chiesto ufficialmente chiarimenti alla Fondazione e al CONI sui criteri adottati nella selezione dei tedofori, in risposta alle critiche emerse nei giorni precedenti.