Si è aperta questa mattina, presso il Tribunale Federale Nazionale, l'udienza che coinvolge Antonio Zappi, presidente dell'Associazione Italiana Arbitri (AIA). La Procura Federale della FIGC lo ha deferito con l'accusa di aver esercitato pressioni sui vertici degli organi tecnici di Serie C e Serie D, in particolare su Maurizio Ciampi e Alessandro Pizzi, che sarebbero stati spinti a dimettersi per favorire le nomine di Daniele Orsato e Stefano Braschi. Insieme a Zappi, è stato deferito anche Emanuele Marchesi, componente del Comitato Nazionale.

Le accuse e il contesto

Secondo l'accusa, Zappi e Marchesi avrebbero esercitato pressioni indebite sui designatori arbitrali di Serie C e Serie D, con l'obiettivo di sostituirli con Orsato e Braschi. L'udienza, presieduta da Carlo Sica, rappresenta la prima fase formale del procedimento davanti al Tribunale Federale Nazionale.

Le possibili sanzioni

Il presidente dell'AIA rischia una sanzione che, se superiore a due mesi di inibizione, comporterebbe la decadenza automatica dalla carica, come previsto dallo Statuto FIGC e dal regolamento AIA. Zappi aveva inizialmente proposto un patteggiamento di 45 giorni, ridotti a 15 grazie a precedenti comportamenti collaborativi, pur senza ammettere alcuna responsabilità.

La Procura ha respinto l'accordo, ritenendolo inadeguato, e si prevede che la richiesta sanzionatoria possa essere significativa. Zappi, tuttavia, si è dichiarato ottimista, confidando che il Tribunale riconoscerà l'infondatezza delle accuse e lo assolverà.

Gli scenari futuri per l'AIA

Qualora Zappi dovesse decadere dalla carica, il vicepresidente vicario Francesco Massini potrebbe assumere la guida dell'AIA, con nuove elezioni da indire entro novanta giorni. In alternativa, il presidente della FIGC, Gabriele Gravina, potrebbe optare per un commissariamento. Questa decisione sarà valutata nel prossimo Consiglio federale, che potrebbe essere convocato in tempi brevi.

L'indagine

La Procura Federale aveva concluso le indagini lo scorso 19 novembre, aprendo la strada al deferimento.

Zappi aveva avuto quindici giorni di tempo per presentare la propria difesa. In precedenza, aveva espresso “piena serenità” e fiducia nella giustizia sportiva, ribadendo la propria estraneità ai fatti contestati e sottolineando che le nomine di Orsato e Braschi erano motivate da esigenze di aggiornamento tecnico e autonomia dell'AIA.