Simone Bolelli e Andrea Vavassori, finalisti in doppio agli Australian Open l’anno scorso, sono stati eliminati al primo turno dell’edizione 2026 a Melbourne. La coppia formata dal taiwanese Ho Ray e dal tedesco Hendrik Jebens si è imposta in tre set con il punteggio di 6‑7, 7‑6, 6‑4, al termine di due ore e ventuno minuti.

L'analisi della partita

“Una partita andata male, dal punto di vista tennistico. Le condizioni erano molto rapide, c’era molto vento, quindi pochissimi scambi: tutto servizio‑risposta”, ha commentato Bolelli. Nel primo set, vinto al tie‑break per 7‑6, gli azzurri hanno avuto diverse occasioni per il break sul cinque pari, compreso un nastro sfortunato sul 30 pari nel game del tedesco.

Hanno poi perso il tie‑break, e nel terzo set un break subito da 30‑0 ha compromesso il match.

“Dispiace aver perso, anche perché avevamo parecchi punti da difendere. Loro hanno servito davvero molto bene, soprattutto il mancino ci ha lasciato pochissimo spazio in risposta, cambiava molto bene gli angoli nel doppio. Hanno giocato in modo molto aggressivo, hanno fatto un buon match”, ha aggiunto Bolelli.

Le difficoltà incontrate

Vavassori ha sottolineato la scarsa conoscenza della coppia avversaria: “Conoscevamo Jebens, ci ho giocato tre o quattro volte. L’altro invece non lo avevamo mai visto. Abbiamo provato a studiarli, ma non c’erano praticamente partite insieme: hanno giocato solo allo US Open a inizio anno e non c’erano video della coppia.

Abbiamo quindi provato a studiarli separatamente.”

Le condizioni del campo hanno reso tutto più complicato: “Qui in Australia i campi sono velocissimi, soprattutto quelli esterni. Se poi c’è il sole, le palle viaggiano ancora di più, c’è un po’ di vento ed è molto difficile. Oggi faceva decisamente più freddo rispetto agli altri giorni.”

“Era molto difficile giocare. Noi alleniamo tanto anche il gioco da fondo campo, ma penso di aver fatto uno scambio in tutta la partita. Abbiamo provato diverse soluzioni: rispondere, giocare il lob… ma loro hanno servito molto bene. Credito a loro, soprattutto al mancino, che oggi è stato davvero difficile da contenere. Peccato per un paio di occasioni nel secondo set: sul cinque pari poteva girare a nostro favore.

In doppio, spesso, le partite si decidono su pochissimi episodi. I primi turni sono sempre molto ostici. Soprattutto contro giocatori che non ti danno ritmo è difficile entrare in partita e adattarsi alle condizioni, e c’è sempre il rischio di uscire subito. Purtroppo è andata così.”

I progetti per il futuro

Bolelli ha chiarito di non pensare al ritiro: “Penso di avere ancora qualche anno davanti per divertirmi e giocare. Non inizio la stagione pensando ‘vediamo come va’ o ‘potrebbe essere l’ultimo’. Assolutamente no, quello lo vedo ancora lontano. Secondo me posso giocare bene ancora almeno per quattro anni. Inizio carico, con voglia, come ho sempre fatto. Fisicamente stiamo bene, quindi siamo positivi.”

Vavassori ha anticipato il programma: “Giocheremo a Rotterdam, poi faremo Doha e Dubai, come l’anno scorso, e poi Indian Wells e Miami.

Io proverò a giocare anche qualche singolare, se ci sarà l’occasione. A parte questa partita, ad Adelaide abbiamo espresso un ottimo livello: abbiamo battuto una delle coppie più forti e lottato in semifinale contro la coppia numero uno del momento. A volte bisogna accettare il verdetto del campo. Non andiamo via con la testa bassa: oggi si è deciso tutto su due o tre punti.”