Aryna Sabalenka ha raggiunto la finale degli Australian Open a Melbourne, superando Elina Svitolina con un punteggio netto di 6‑2, 6‑3 in un’ora e diciassette minuti. La numero uno del mondo ha così confermato il suo eccellente stato di forma sul cemento, approdando alla sua quarta finale consecutiva nella competizione australiana.

Prestazione solida e statistiche eloquenti

La performance di Sabalenka è stata caratterizzata da un rendimento estremamente efficace. Ha registrato il 67% di prime di servizio, vincendo il 69% dei punti con la prima e il 67% con la seconda, cifre nettamente superiori al 44% di Svitolina.

Il confronto tra vincenti ed errori gratuiti evidenzia ulteriormente il dominio della bielorussa: 29 vincenti e 17 errori per Sabalenka, contro i 12 vincenti e 17 errori di Svitolina. Questi dati delineano un match a senso unico, con Sabalenka sempre in pieno controllo.

Il match e il contesto

Nel corso del primo set, Svitolina ha tentato di mettere pressione, sfruttando alcune seconde di servizio non particolarmente incisive della sua avversaria. Tuttavia, Sabalenka è stata abile nell’annullare due palle break e nel prendere il sopravvento negli scambi. Nonostante un punto assegnato all’ucraina per un grido prolungato nel quarto game, la bielorussa è riuscita a piazzare il break decisivo, chiudendo il parziale sul 6‑2.

Nel secondo set, Svitolina ha inizialmente strappato il servizio all’avvio, ma Sabalenka ha reagito prontamente con un contro‑break nel quarto game. Successivamente, ha alzato ulteriormente il ritmo, conquistando un nuovo break nel sesto gioco e chiudendo il match sul 6‑3.

Con questa vittoria, Sabalenka si qualifica per la quarta finale consecutiva agli Australian Open. Attende ora l’esito della semifinale tra Elena Rybakina e Jessica Pegula per conoscere la sua prossima avversaria.

Un traguardo storico

Sabalenka ha mantenuto intatta la sua imbattibilità stagionale, superando Svitolina con un doppio 6‑2, 6‑3. Questo risultato la consacra come la terza donna nell’era Open a raggiungere quattro finali consecutive a Melbourne, unendosi a Evonne Goolagong e Martina Hingis.

Nonostante una penalità per hindrance dovuta a un grido prolungato, la numero uno del mondo ha continuato a dominare, totalizzando ventinove vincenti contro dodici e estendendo la sua striscia vincente a dieci partite in stagione. Un dato statistico notevole è che tutti e quattro i semifinalisti hanno raggiunto questa fase senza cedere un set, un evento che non si verificava agli Australian Open da cinquantasei anni.