La discesa libera femminile di Coppa del Mondo a Crans‑Montana è stata cancellata dopo sole sei partenze. La decisione è maturata a causa delle condizioni proibitive della pista e delle cadute che hanno coinvolto tre atlete, tra cui la statunitense Lindsey Vonn.

La decisione di annullare la gara

La competizione si è rivelata fin da subito insidiosa. L’austriaca Nina Ortlieb è uscita di pista finendo tra le reti, fortunatamente senza conseguenze. La francese Romane Miradoli ha tagliato il traguardo, ammettendo di non aver spinto per evitare rischi.

La norvegese Marte Monsen ha perso la linea nei dossi finali, finendo violentemente contro le reti e perdendo il casco. È stata trasportata via in toboga, con particolare preoccupazione per le condizioni del suo ginocchio.

Successivamente è scesa Lindsey Vonn, che ha perso il controllo nella parte alta del tracciato finendo nelle reti. Nonostante si sia rialzata e abbia raggiunto il traguardo sugli sci, ha mostrato evidente disagio, scuotendo la testa e toccandosi ripetutamente il ginocchio sinistro. In quel momento la giuria ha interrotto la gara e, viste le condizioni di visibilità e sicurezza insufficienti, ha deciso di cancellarla definitivamente.

Condizioni meteo e sicurezza sulla pista

La decisione di annullare la gara è stata motivata dalla scarsa visibilità e dalle condizioni del manto nevoso, diventato ingestibile anche per l’apripista.

La fitta nevicata e la pista pericolosa hanno reso impossibile proseguire in sicurezza, portando all’annullamento della discesa.

Tra le sei atlete partite, tre sono cadute. La visibilità era al limite e la neve molle ha reso il tracciato estremamente insidioso, spingendo gli organizzatori a interrompere la prova per garantire la sicurezza delle atlete.