Il presidente della Figc, Gabriele Gravina, ha commentato l’assenza dello stage della nazionale in vista del playoff per la qualificazione al Mondiale. Gravina ha sottolineato che “non ci sarà lo stage non dà alibi a nessuno. Tanto meno al nostro mister”. Ha aggiunto che “forse qualcosa in più si poteva fare a giugno in fase di compilazione del calendario”, ma ha ribadito che l’impossibilità di organizzare lo stage non penalizzerà la squadra.
Monitoraggio dei giocatori e preparazione
Gravina ha evidenziato l’importanza del monitoraggio costante dei giocatori: “I ragazzi selezionabili vengono controllati come fossimo in un club.
Li stiamo monitorando sotto il profilo della tenuta atletica e dargli anche supporto mentale.” Il presidente federale ha sottolineato che lo staff tecnico è impegnato a seguire da vicino i calciatori, anche in assenza dello stage, per garantire la migliore preparazione possibile in vista degli impegni decisivi.
Affidamento sulle risorse interne e ruolo del pubblico
Il presidente federale ha espresso fiducia nelle capacità della squadra e nel supporto dei tifosi: “Noi facciamo grande affidamento sulle nostre capacità interne e confidiamo nel grande aiuto del pubblico di Bergamo. Poi se dovesse andar bene la prima sappiamo che ci sarà grande convinzione da parte della squadra, i giocatori stanno dimostrando grande attaccamento alla maglia azzurra.”
Gravina ha inoltre ribadito che lo stage di febbraio non si farà a causa delle esigenze del calendario dei club, ma ha confermato che “non deve però essere un alibi per nessuno”.
Ha aggiunto che “monitoriamo i ragazzi” e che “stiamo anche lavorando per dare un supporto mentale”. Infine, ha ribadito che “se superiamo criticità mentali, sappiamo che in condizioni normali la nostra è una Nazionale molto forte.”
Contesto e preparazione al playoff
Il percorso di preparazione della Nazionale prosegue dunque senza lo stage, ma con un’attenzione particolare al monitoraggio dei calciatori e al sostegno psicologico. Gravina ha sottolineato la necessità di non cercare alibi e di puntare sulle risorse interne e sull’entusiasmo dei tifosi per affrontare al meglio la sfida dei playoff.