Il presidente del Coni, Luciano Buonfiglio, ha chiarito che la scelta dell’ultimo tedoforo per la cerimonia d’apertura dei Giochi Olimpici Invernali Milano‑Cortina 2026 non riserverà “sorprese alla Platini”, in riferimento al celebre episodio di Albertville 1992, quando Michel Platini accompagnò un bambino ad accendere il braciere.
Buonfiglio ha spiegato che “nei prossimi giorni decideremo chi saranno gli ultimi tedofori”. Ha aggiunto che, pur essendo consapevole della complessità del ruolo, “la scelta dei tedofori è una delle cose più difficili perché devi avere rispetto delle persone, tenere conto di chi è impegnato in gara, della parità di genere, dell’appartenenza ai gruppi sportivi militari.
Uno spera di non sbagliare, poi alla fine però deve scegliere”.
La complessità della scelta
Il presidente ha sottolineato la delicatezza della decisione, evidenziando la necessità di bilanciare diversi criteri: il rispetto per gli atleti, l’impegno agonistico, l’equilibrio di genere e l’appartenenza a gruppi sportivi militari. Una scelta che richiede attenzione e ponderazione.
Le tempistiche
La decisione finale sugli ultimi tedofori arriverà nei prossimi giorni, secondo quanto annunciato da Buonfiglio. L’attesa cresce in vista della cerimonia d’apertura, prevista per il 6 febbraio allo stadio di San Siro, che vedrà la conclusione del viaggio della Fiamma Olimpica.
Il riferimento a Platini
Il riferimento a “sorprese alla Platini” richiama l’episodio di Albertville 1992, quando l’ex campione francese Michel Platini accompagnò un bambino ad accendere il braciere, un gesto che oggi viene escluso per Milano‑Cortina.
La cerimonia d’apertura si svolgerà allo stadio di San Siro il 6 febbraio e sarà preceduta da un lungo viaggio della Fiamma Olimpica attraverso l’Italia, iniziato il 6 dicembre da Roma e che toccherà numerose città e regioni prima di giungere a Milano.