A otto giorni dall’inizio delle Olimpiadi invernali Milano‑Cortina, il presidente della Fondazione, Giovanni Malagò, ha richiamato l’attenzione non solo sul valore sportivo dell’evento, ma anche sull’eredità che lascerà al Paese.

Due Olimpiadi: quella delle gare e quella dell’eredità

Durante il convegno “Roma città dei grandi eventi”, organizzato in Campidoglio in collaborazione con il Messaggero, Malagò ha affermato che ci saranno “due Olimpiadi”, entrambe importanti. La prima, che inizierà tra otto giorni, sarà la prima Olimpiade diffusa con competizioni dal 6 al 22 febbraio.

La seconda, invece, non sarà legata alle gare ma a ciò che l’evento lascerà in termini di investimenti sui giovani appassionati di sport, di impiantistica e di promozione per le città.

Il ruolo di Roma e la legacy urbana

Parlando dell’importanza di organizzare grandi eventi nella Capitale, Malagò ha sottolineato che Roma è “probabilmente la città che più in assoluto più si merita il riconoscimento”. Ha evidenziato come la legacy urbana di Roma includa tre opere fondamentali: la via Olimpica, il Muro Torto e l’aeroporto di Fiumicino, quest’ultimo essenziale per l’atterraggio delle delegazioni. Malagò ha concluso assicurando il suo “sempre” sostegno a Roma per i grandi eventi.

Il concetto di legacy nei Giochi

Il concetto di “legacy” è stato più volte richiamato in vista di Milano‑Cortina 2026. Già a settembre, Malagò aveva definito il Villaggio Olimpico, destinato a diventare uno studentato da circa 1.700 posti, come un’“eredità straordinaria” per il Paese. Anche il ministro dello Sport, Andrea Abodi, aveva evidenziato che la sfida olimpica riguarda “ciò che si lascia” sul territorio, definendo le Olimpiadi un “appuntamento con la storia”.