La vigilia della semifinale degli Australian Open tra Jannik Sinner e Novak Djokovic è caratterizzata da allenamenti svolti in condizioni di massima riservatezza. I due campioni si affronteranno venerdì 30 gennaio, non prima delle 09.30 italiane, sul cemento di Melbourne per un posto in finale, in programma domenica 1° febbraio, sempre non prima delle 09.30.
Allenamenti blindati e scelta indoor
Jannik Sinner ha optato per una sessione sul campo 8 dell’NTC, al coperto, a porte chiuse. Al suo fianco, i tecnici Simone Vagnozzi e Darren Cahill, il preparatore atletico Umberto Ferrara e il fisioterapista Alejandro Resnicoff hanno lavorato per preservare la privacy e limitare le indiscrezioni sul suo stato di forma.
Dopo il successo su Ben Shelton, Sinner ha smentito le voci su eventuali problemi fisici e guarda con fiducia alla sfida contro Djokovic.
Djokovic in silenzio, ma pronto alla battaglia
Novak Djokovic, che ha beneficiato del ritiro di Lorenzo Musetti quando il toscano conduceva per due set a zero, ha svolto la sua preparazione sull’Arena 1573. Anche per lui, tuttavia, la seduta non ha offerto spunti particolari, mantenendo un profilo basso in vista dell’incontro decisivo.
Contesto e prospettive
Il confronto tra Sinner e Djokovic si preannuncia vibrante ed equilibrato. In palio c’è l’accesso alla finale, dove Sinner potrebbe giocarsi il trofeo contro il vincente del match tra Carlos Alcaraz e Alexander Zverev.
Preparazione focalizzata
La preparazione di Sinner è stata focalizzata su una seduta leggera sul campo 8 indoor, della durata di circa mezz’ora, con i coach Vagnozzi e Cahill. La sessione ha incluso un quarto d’ora dedicato al servizio, prima potente e poi con variazioni, e al primo colpo in uscita dal servizio, confermando la scelta di mantenere la preparazione lontano da occhi indiscreti.