Jannik Sinner ha vissuto un momento critico durante il match contro Eliot Spizzirri alla Rod Laver Arena. Nel corso del terzo set, i crampi hanno seriamente compromesso la sua mobilità. In questa fase delicata, il suo coach, Simone Vagnozzi, ha impartito un consiglio strategico: accettare l’idea di sacrificare il parziale, gestendo le energie per arrivare alla fine del set e sfruttare una potenziale interruzione. Questa indicazione si è rivelata fondamentale per le sorti dell’incontro.

La battaglia fisica e la gestione delle energie

Il match si è trasformato in una vera e propria battaglia fisica, esacerbata dal caldo opprimente che metteva a dura prova il corpo di Sinner.

Di fronte a queste difficoltà, il suggerimento di Vagnozzi di “accettare l’idea di sacrificare il parziale, gestendo le energie per arrivare alla fine del set e sfruttare l’interruzione” ha permesso all’atleta di resistere fino a un momento di pausa che si è rivelato provvidenziale.

Il dibattito sul tetto della Rod Laver Arena

La decisione di chiudere il tetto della Rod Laver Arena ha inevitabilmente acceso il dibattito. Ci si interroga se l’esito sarebbe stato diverso con il tetto aperto. Tuttavia, nel tennis, è impossibile fare calcoli con i “se” e i “ma”. Ciò che è certo è che alcuni elementi, apparentemente invisibili come una sospensione, possono avere un peso determinante sull’esito finale di una competizione.

La lettura tattica del coach nei momenti decisivi

Simone Vagnozzi ha già dimostrato in altre occasioni la sua capacità di leggere i momenti chiave di un match. Un esempio significativo si è verificato nella semifinale di Cincinnati contro Atmane. Quando Sinner manifestava segni di affaticamento, il coach gli suggerì di “accorciare gli scambi” e di adottare “aggressività nei primi due punti di risposta”. Questa strategia ha condotto al break decisivo e alla vittoria del set, evidenziando come la lettura tattica dell’allenatore possa fare la differenza nei frangenti più delicati di una partita.