Jannik Sinner, numero due del mondo, ha parlato in conferenza stampa dopo il successo nel derby contro Luciano Darderi agli Australian Open 2026. L’atleta ha evidenziato alcuni aspetti su cui intende lavorare in vista dei quarti di finale e ha spiegato come intende affrontare il giorno di riposo.

Il servizio: “non è un colpo che sento mio al 100%”

Il tennista italiano ha ammesso che il servizio non è ancora un colpo completamente padroneggiato: “Ho sempre detto che ancora non è un colpo che sento mio al 100%, non è magia. Secondo me sto servendo un po’ meglio dell’anno scorso quando ho iniziato la stagione, però nell’altro senso ovviamente sappiamo che c’è tanto lavoro da fare, secondo me soprattutto sulla seconda di servizio c’è tanto da lavorare”.

La preparazione nel giorno libero: meno campo, più recupero

Riguardo alla preparazione in vista del match dei quarti, Sinner ha spiegato: “Nel giorno libero bisogna anche mettere via un po’ la mentalità del torneo. A me piace dove c’è un pochino meno gente, per il momento è molto più importante recuperare il più possibile, e quindi faremo sicuramente abbastanza poco in campo. Cerco di riposarmi, di dormire, di mangiare bene, e poi speriamo di essere pronti per il giorno dopo”.

Contesto e prossimi impegni

Le dichiarazioni arrivano dopo il derby vinto contro Darderi, che ha permesso a Sinner di accedere ai quarti di finale degli Australian Open 2026. Il giorno libero diventa così un’occasione per rigenerarsi fisicamente e mentalmente, in vista di un match che si preannuncia impegnativo.

Il servizio di Sinner sotto la lente

In passato, Sinner ha già lavorato sul servizio con l’obiettivo di aumentare precisione e percentuali. Ad esempio, durante lo swing asiatico del 2025, ha dichiarato di riflettere molto sul suo servizio, cercando di aggiungere variazioni e soluzioni diverse, privilegiando la precisione alla potenza. “Sto cercando di muovere la palla da un lato all’altro… oggi ho provato alcune variazioni, che non hanno funzionato come volevo, ma so che quello è il modo giusto, la strada corretta” aveva detto in quell’occasione.