L’Italia Baseball ha disputato il secondo test amichevole in preparazione al World Baseball Classic, affrontando una formazione di Minor League dei New York Yankees. La partita, svoltasi al BayCare Player Development & Scouting Center di Tampa, ha visto gli azzurri cedere per 6-9, pur mostrando segnali incoraggianti rispetto al precedente incontro.

Una partita in equilibrio fino al settimo inning

Il confronto è rimasto in bilico fino al settimo inning, con l’Italia capace di raggiungere il punteggio di 5-5. Successivamente, la squadra ha subito un parziale decisivo che ha fissato il risultato finale sul 6-9.

Il conteggio dei lanci ha rappresentato un fattore penalizzante per gli azzurri, interrompendo anche azioni offensive promettenti.

Rotazione e formazione: chi ha giocato

In pedana, i lanciatori partenti italiani hanno coperto al massimo due inning ciascuno. Mattia Aldegheri e Andretta hanno completato due inning, mentre Ciarla, Infante, Di Raffaele, Carnevale e Marelli hanno lanciato per un inning. La formazione schierata in difesa prevedeva Berti (seconda base), Lasaracina (ricevitore), Angioi (interbase), Martini (terza base), Guevara (esterno sinistro), Fabrizio (prima base), Morresi (designated hitter), Batista (esterno centro) e Agretti (esterno destro). In attacco, si sono distinti i fuoricampo di Lasaracina (due) e Berti (uno).

Il commento di Cervelli: fiducia e consapevolezza

Francisco Cervelli, intervenuto per la FIBS, ha evidenziato i progressi compiuti: “Rispetto alla prima partita, quando siamo sembrati intimoriti da questo posto e dal nome degli Yankees, ci sono stati diversi miglioramenti. Il baseball è uno sport difficile, nel quale per migliorare bisogna giocare, ed è quello che stiamo facendo in questo Early Camp”.

Il contesto del World Baseball Classic

Questi test amichevoli rientrano nella preparazione dell’Italia in vista del World Baseball Classic 2026. Il gruppo della Nazionale si radunerà il 1° marzo, con il debutto ufficiale previsto per il 7 marzo a Houston contro il Brasile. Gli incontri con squadre di Minor League statunitensi rappresentano un banco di prova fondamentale per valutare il livello di competitività del roster azzurro.