Tommaso Giacomel ha concluso al sesto posto la 20 km individuale di biathlon alle Olimpiadi Invernali di Milano‑Cortina 2026, disputata ad Anterselva. La sua prestazione è stata compromessa da troppi errori al tiro, mentre la vittoria è andata al norvegese Johan‑Olav Botn, dominatore grazie a un percorso netto al poligono.

La gara e i protagonisti

La precisione ha premiato Johan‑Olav Botn nella 20 km individuale di biathlon. Il norvegese si è aggiudicato l’oro con un poligono perfetto (0+0+0+0). Al secondo posto si è piazzato il francese Éric Perrot (0+1+0+0), argento a 14”8, seguito dal connazionale Sturla Holm Lægreid (0+0+1+0), bronzo a 48”3.

Giacomel, pur mostrando una buona condizione sugli sci, ha risentito di una prestazione fallosa al tiro (1+1+0+1), chiudendo sesto a 2’27”5 dal vincitore.

Le ambizioni azzurre frenate dal poligono

La gara non è stata quella sperata dal biatleta trentino. Sebbene veloce sugli sci, ha mostrato troppa fallosità al tiro, un limite già emerso nella staffetta mista conclusa con l’argento. In vista della Sprint del 13 febbraio, Giacomel potrà contare sulla sua grande velocità nel fondo, ma sarà necessaria maggiore solidità al poligono per ambire al podio. Per l’Italia, da segnalare anche il quattordicesimo posto di Patrick Braunhofer (0+0+1+0) a 3’30”2, il sedicesimo di Lukas Hofer (0+0+1+2) a 4’01”0, e il venticinquesimo di Elia Zeni (1+2+0+0) a 5’15”0.

Il contesto della vittoria di Botn

Johan‑Olav Botn ha conquistato l’oro olimpico con una prestazione impeccabile, ottenendo il primo titolo olimpico della carriera. Il successo assume un valore ancora più significativo considerando il periodo difficile attraversato dal norvegese, segnato dalla morte del compagno di squadra Sivert Guttorm Bakken e da recenti problemi di salute. Botn ha onorato la memoria dell’amico con un gesto emozionante al traguardo, indicando il cielo e gridando “Sivert, ce l’abbiamo fatta!”.

La sua vittoria conferma la leadership norvegese nella specialità individuale, evidenziando una prova di grande solidità e freddezza al poligono, elemento decisivo in una gara dove ogni errore viene pagato caro.