Breezy Johnson, sciatrice statunitense originaria di Jackson Hole, Wyoming, ha raggiunto un traguardo straordinario: campionessa del mondo nel 2025 e campionessa olimpica nel 2026 in discesa libera, pur non avendo mai vinto una gara di Coppa del Mondo. La sua carriera è stata segnata anche da una squalifica di quattordici mesi per aver saltato tre controlli antidoping, i cosiddetti whereabouts, che ha scontato prima di tornare alle competizioni e coronare il suo sogno.
Il successo nei grandi eventi
Nonostante non abbia mai conquistato una vittoria in Coppa del Mondo, Breezy Johnson ha collezionato nove piazzamenti sul podio, tra cui tre secondi posti e tre sesti posti, l’ultimo dei quali risale al 31 gennaio nel superG di Crans Montana.
Tuttavia, quando contava davvero, ha saputo dare il meglio: ha vinto il titolo mondiale nel 2025 e l’oro olimpico nel 2026, dimostrando di essere la velocista più efficace nei momenti decisivi.
La squalifica per controlli saltati
La sua carriera ha subito una battuta d’arresto a causa di una squalifica di quattordici mesi per violazione delle norme antidoping. Johnson ha saltato tre controlli antidoping in un anno, i cosiddetti whereabouts. La sentenza è arrivata il 10 maggio 2024, dopo che l’atleta si era già autosospesa in attesa del giudizio dell’USADA. È rientrata in gara il 14 dicembre 2024, in tempo per prepararsi ai Mondiali di Saalbach e all’appuntamento olimpico.
La vicenda della squalifica
La vicenda della squalifica è confermata anche da fonti indipendenti: l’USADA ha stabilito una sanzione di quattordici mesi a partire dal 10 ottobre 2023, data del terzo controllo saltato, riconoscendo un grado di colpa relativamente basso. Tutti i risultati ottenuti da quella data sono stati annullati. Johnson ha accumulato tre “whereabouts failures” tra ottobre 2022 e ottobre 2023, e ha potuto tornare a gareggiare solo a dicembre 2024.