Samuel Costa, al termine della Team Sprint di combinata nordica alle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026, ha annunciato il suo ritiro con parole cariche di emozione. "Oggi avevamo gli sci velocissimi, quindi sciare più veloce si è rivelato più facile, mi sono sentito benissimo. Questa era la mia ultima gara", ha dichiarato Costa ai microfoni di Rai 2. "Volevo dare tutto. Forse arrivare al terzo posto con meno margine avrebbe fatto più male. Oggi però posso dire di essere contento di come ho gareggiato, sia nel salto che nel fondo. Posso dire addio alla combinata con il cuore in pace".
La gara, disputata sotto una fitta nevicata in Val di Fiemme, ha visto Costa e Aaron Kostner risalire dall'undicesima posizione dopo il salto HS141 fino al quarto posto, sfiorando il podio in una prova che resterà nella storia della combinata nordica italiana.
Una rimonta memorabile
Il binomio azzurro ha compiuto una rimonta straordinaria nella prova a coppie, recuperando posizioni con determinazione e tattica, fino a sfiorare il podio. Il risultato rappresenta il secondo miglior piazzamento olimpico nella storia della disciplina per l’Italia, dopo il bronzo di Alessandro Pittin a Vancouver 2010.
Un addio carico di significato
Costa ha voluto chiudere la sua carriera nel luogo in cui tutto era iniziato: "Qui ho fatto la mia prima gara di Coppa del Mondo, concludere qui dopo un anno di pausa è stato fantastico".
Con queste parole, il gardenese ha suggellato un cerchio ideale, chiudendo un capitolo importante della sua vita sportiva con serenità e gratitudine.
La sua ultima gara non è stata solo una prova atletica, ma un momento di grande valore simbolico: un atleta che torna dopo una pausa, lotta fino all’ultimo metro e decide di ritirarsi con la consapevolezza di aver dato tutto. Un addio che, nelle parole di Costa, suona come un arrivederci al cuore dello sport.
La performance degli azzurri
La performance di Costa e Kostner è stata definita "uno dei migliori risultati di sempre nella combinata nordica ai Giochi Olimpici Invernali", grazie a una rimonta che ha visto gli azzurri recuperare terreno nonostante le condizioni estreme e gli errori delle squadre rivali. Il quarto posto ottenuto è stato il secondo miglior piazzamento olimpico per l’Italia nella disciplina, superato solo dal bronzo di Pittin a Vancouver 2010.