La World Curling ha annunciato una modifica immediata nelle modalità di arbitraggio durante le gare: “Var non c’è”, ma “dalla sessione pomeridiana di oggi due ufficiali si muoveranno su tutto il campo e osserveranno i lanci”. La decisione è stata presa in seguito alle polemiche emerse durante la partita tra Svezia e Canada, quando alcuni giocatori sono stati accusati di aver toccato la stone oltre il consentito, suscitando tensioni e un avvertimento verbale per un atleta per il linguaggio utilizzato.
Contesto e reazione ufficiale
La modifica è stata comunicata dalla federazione internazionale in una nota ufficiale, che ha precisato come il video replay non venga utilizzato per le decisioni di gioco, le quali restano definitive una volta prese.
Tuttavia, per garantire maggiore controllo sugli aspetti tecnici, da oggi saranno presenti due arbitri mobili sul campo per monitorare i lanci, in particolare le hog line, le linee trasversali che delimitano il punto oltre il quale la stone non può essere toccata.
Il caso Svezia‑Canada e le sue conseguenze
La decisione arriva dopo la partita tra Svezia e Canada, durante la quale alcuni atleti hanno accusato gli avversari di aver toccato la stone due volte, una volta superata la hog line. La tensione è salita, culminando in un avvertimento verbale per un giocatore a causa del linguaggio usato sul ghiaccio.
Arbitraggio nel curling: il ruolo degli ufficiali mobili
Il curling, a differenza di altri sport, non prevede l’uso del video replay per rivedere le decisioni di gioco: una volta presa una decisione, questa è definitiva.
La scelta di introdurre due arbitri mobili rappresenta dunque una risposta pratica per aumentare la sorveglianza diretta sui lanci, senza ricorrere a tecnologie di revisione video.
Questa modifica operativa mira a rafforzare la correttezza e la trasparenza delle decisioni in campo, soprattutto in situazioni delicate come quelle verificatesi nella partita tra Svezia e Canada.