La Guardia di Finanza di Bologna ha concluso un’indagine nei confronti dell’Imolese Calcio, club attualmente militante in serie D, per presunte frodi fiscali risalenti al periodo in cui la società era in Lega Pro. Due dirigenti sono stati denunciati alla Procura di Bologna per indebita compensazione di crediti fiscali inesistenti, reato punibile con pene fino a sei anni di reclusione.
Le contestazioni fiscali
Secondo gli accertamenti, la società avrebbe omesso di dichiarare ricavi per circa due milioni di euro e detratto indebitamente Iva per oltre 230 mila euro.
L’indagine è nata da una verifica fiscale che ha evidenziato l’acquisto di crediti fiscali per circa 200 mila euro da un’impresa edile, legati al cosiddetto “bonus facciate”. Tuttavia, tali crediti risultavano riferiti a lavori mai eseguiti e quindi inesistenti.
Sequestri e implicazioni sportive
È stato disposto un sequestro preventivo di beni e disponibilità finanziarie per un valore di circa 160 mila euro, tra cui conti correnti, auto, moto, terreni e immobili situati anche in altre province. Gli atti sono stati trasmessi al Covisoc, l’organo di vigilanza della FIGC, per eventuali provvedimenti sul piano sportivo.
Contesto societario
L’Imolese Calcio si trova attualmente in liquidazione giudiziale, una situazione in corso da fine ottobre 2025, che aggiunge ulteriore complessità al quadro giudiziario e amministrativo della società.
Dati confermati dall’indagine
I dati principali dell’indagine confermano: ricavi non dichiarati per circa due milioni di euro, Iva indebitamente detratta per oltre 230 mila euro, la denuncia dei dirigenti, il sequestro di beni per circa 160 mila euro e la trasmissione degli atti al Covisoc. L’indagine è partita dalla verifica dei crediti fiscali inesistenti legati al “bonus facciate” e la società è in liquidazione giudiziale da fine ottobre 2025.