Il Comitato Olimpico Internazionale (CIO) è intervenuto per commentare le polemiche suscitate durante la cerimonia d’apertura dei Giochi Invernali di Milano‑Cortina 2026. A seguito dei fischi indirizzati al vicepresidente degli Stati Uniti, J.D. Vance, il portavoce del CIO, Mark Adams, ha espresso apprezzamento per il comportamento del pubblico, ponendo l’accento sull’importanza del fair play.
Le dichiarazioni del CIO
“Ero presente allo stadio e, essendo in gran parte un’organizzazione sportiva, ho trovato fantastico vedere la squadra degli Stati Uniti sostenuta dal pubblico, nel pieno rispetto del fair play.
Siamo quindi molto soddisfatti. In generale, negli eventi sportivi prediligiamo il fair play”, ha affermato Adams nel corso della conferenza stampa post-cerimonia. Ha inoltre aggiunto: “Dal punto di vista del CIO, con i prossimi Giochi in programma a Los Angeles, siamo lieti della forte partecipazione dell’amministrazione statunitense, sia per l’evento attuale che in prospettiva futura. Questo rappresenta un aspetto molto positivo per il movimento olimpico. Mantenere un buon rapporto con l’amministrazione è, per noi, una notizia eccellente.”
Il contesto degli episodi
Durante la sfilata della squadra statunitense nella cerimonia d’apertura, gli atleti sono stati accolti da un caloroso applauso.
Tuttavia, quando le telecamere hanno inquadrato J.D. Vance in tribuna d’onore, si sono uditi fischi provenire da una parte del pubblico.
Andrea Varnier, amministratore delegato del comitato organizzatore Milano‑Cortina 2026, ha offerto la sua prospettiva: “In qualità di capo del comitato organizzatore, la mia visione degli eventi differisce da quella dei fan e del pubblico. Ero presente e devo dire che ho avvertito un grande entusiasmo all’ingresso della squadra statunitense, non ho percepito altro. Successivamente ho letto resoconti giornalistici, ma questa è stata la mia impressione diretta.”
La cerimonia d’apertura
La cerimonia d’apertura si è tenuta allo stadio San Siro, gremito da 67.000 spettatori.
L’evento ha visto la partecipazione di numerose personalità internazionali, tra cui J.D. Vance, e ha rappresentato un connubio tra spettacolo, cultura e diplomazia, con momenti carichi di forte impatto emotivo e simbolico.