Paesaggi innevati avvolgono i siti olimpici di Milano‑Cortina 2026, da Bormio a Tesero, regalando un’atmosfera che mancava da Torino 2006. La neve, assente nelle ultime edizioni, è tornata a essere protagonista, aggiungendo fascino all’evento e imponendo al contempo alcune modifiche logistiche.

Neve e disagi: tra fascino e criticità

In Valtellina, via d’accesso a Bormio e Livigno, le forti nevicate hanno imbiancato i paesaggi con almeno venticinque centimetri a Bormio e fino a quindici a Livigno. La comunicazione ufficiale invita “a limitare gli spostamenti in auto e in autobus” a causa degli impatti sul traffico e sui tempi di percorrenza.

Le precipitazioni abbondanti hanno ritardato di oltre un’ora la finale femminile del big air di freestyle, e il programma di gare continua a subire modifiche.

Interventi e contesti locali

In valle di Fiemme, trentacinque mezzi spartineve lavorano incessantemente per mantenere percorribili le arterie “olimpiche”. A Predazzo, lunedì è stata annullata la terza prova del salto della prima Super Team, già sospesa più volte prima della decisione definitiva. In Alto Adige, ad Anterselva, i biatleti si allenano sotto un manto di neve in vista della mass start uomini e donne, che chiuderà il programma tra venerdì e sabato. Anche Cortina è coperta da una coltre bianca, trasformando la città in una cartolina natalizia, con qualche disagio negli spostamenti compensato dallo spettacolo offerto dalla perla delle Dolomiti.

Un ritorno atteso, tra eccezione e normalità

La neve è diventata quasi il “caso” dei Giochi invernali Milano‑Cortina, poiché le sedi scelte negli ultimi anni non erano particolarmente montane e, complice il cambiamento climatico, la neve visibile era spesso solo artificiale. Da Torino 2006 in poi, la neve naturale è stata la grande assente, con paesaggi quasi autunnali. A Vancouver si registrò l’inverno più caldo della storia, a Sochi furono utilizzati quattrocentocinquantamila metri cubi di neve accumulata in anni precedenti, a Pyeongchang tra il novanta e il novantotto per cento della neve era artificiale, e a Pechino furono consumati quasi centottantacinque milioni di litri d’acqua per preparare le piste.

Quella che dovrebbe essere la normalità è diventata un’eccezione, che in qualche modo premia anche il “coraggio” italiano: negli ultimi giorni la neve è diventata la grande protagonista della rassegna a cinque cerchi, e potrebbe contribuire a riportare negli alberghi delle località interessate quei clienti che avevano preferito rinunciare o trasferire le proprie settimane bianche.

Contesto delle sedi olimpiche

Le località di Bormio e Tesero sono tra i poli principali dei Giochi invernali Milano‑Cortina 2026. Bormio ospita le gare di sci alpino maschile e sci alpinismo sulla celebre pista Stelvio, mentre Tesero è sede delle competizioni di sci di fondo al Centro del fondo e del biathlon Fabio Canal. Le gare di sci di fondo si svolgono dal sette al ventidue febbraio 2026, mentre lo sci alpinismo si disputa tra il diciannove e il ventuno febbraio 2026.