La Norvegia riaccende l'interesse per l'organizzazione dei Giochi Olimpici Invernali, un'ambizione che riemerge dopo il successo sportivo di Milano‑Cortina 2026. Le città di Oslo, Lillehammer e Tromsø hanno manifestato la propria disponibilità a candidarsi per ospitare una futura edizione, con un focus primario su un evento sostenibile e condiviso.
Contesto e dichiarazioni
Il recente successo della Norvegia a Milano‑Cortina 2026, coronato da un nuovo record di medaglie d’oro (diciotto) e un totale di quarantuno, ha stimolato un rinnovato dibattito sull’opportunità di ospitare nuovamente i Giochi Invernali.
Il governatore di Oslo, Eirik Læ Solberg, e il capo del governo, Jonas Gahr Støre, hanno espresso apertura verso la possibilità di una candidatura. Le date considerate non si limitano al 2038, ma si estendono eventualmente al 2042 o al 2046. Per ottimizzare costi e risorse, si ipotizza il coinvolgimento di Hamar e Lillehammer nell’ospitalità di discipline come speed‑skating, slittino, bob e skeleton.
Contemporaneamente, il sindaco di Tromsø, Gunnar Wilhelmsen, ha avanzato una proposta innovativa: una candidatura denominata “lappone”, che includerebbe anche aree della Svezia e della Finlandia settentrionali. Un’idea affascinante, sebbene presenti sfide logistiche significative.
Le città candidate
Oslo si presenta forte della sua esperienza e delle infrastrutture già consolidate, mentre Lillehammer, sede dei Giochi del 1994, rappresenta un punto di riferimento storico e logistico. Tromsø, d’altro canto, propone un modello transnazionale e all’avanguardia, capace di ampliare la portata dell’evento ma che richiederà una pianificazione particolarmente articolata.
Un ritorno all’insegna della sostenibilità
Il dibattito politico interno alla Norvegia evidenzia un consenso crescente verso l’idea di ospitare nuovamente i Giochi Invernali. La condizione imprescindibile è che l’organizzazione sia improntata alla sostenibilità e al riutilizzo delle strutture esistenti. L’obiettivo è delineare un modello più sobrio rispetto al passato, promuovendo un coinvolgimento diffuso del territorio e una gestione oculata delle risorse.