La finale del torneo femminile di curling alle Olimpiadi invernali di Milano‑Cortina 2026 vedrà affrontarsi Svezia e Svizzera, in un confronto che promette spettacolo e tensione. L’appuntamento è fissato per domenica alle 11.05 allo Stadio Olimpico del Ghiaccio di Cortina d’Ampezzo.

Il cammino verso la finale

La Svezia ha dominato il round robin, chiudendo al primo posto con sette vittorie e due sconfitte, grazie a un curling preciso e freddo. Le scandinave hanno inoltre eliminato il Canada in semifinale con un convincente 6‑3, confermando la loro condizione di forma e ambizione di aggiungere un quarto oro olimpico dopo quelli di Torino 2006, Vancouver 2010 e PyeongChang 2018.

La Svizzera, invece, ha superato gli Stati Uniti per 7‑4 in semifinale, centrando la terza finale olimpica della sua storia dopo quelle del 2006 e del 2022. Le rossocrociate, campionesse del mondo dal 2019 al 2023, inseguono ancora il primo titolo olimpico.

Le protagoniste e il contesto

La squadra svedese, guidata da Anna Hasselborg, ha mostrato grande solidità e strategia, mentre la formazione elvetica, capitanata da Silvana Tirinzoni, ha dimostrato esperienza e determinazione. La finale rappresenta un’occasione storica per entrambe: per la Svezia, la possibilità di consolidare il proprio dominio; per la Svizzera, la chance di coronare una carriera ricca di successi mondiali con l’oro olimpico.

Dettagli della semifinale

La semifinale tra Svezia e Canada è stata decisa da un break nel sesto end, quando Hasselborg ha segnato due punti fondamentali. Dopo aver mantenuto il vantaggio, la Svezia ha chiuso con un 6‑3 che ha confermato la sua superiorità. Hasselborg ha commentato: “You’re never in control in a game like that, but I had a good feeling… to score two in the sixth was really important for sure.”

La Svizzera, dal canto suo, ha avuto un percorso altrettanto solido: Alina Paetz ha segnato punti decisivi nei momenti chiave della semifinale contro gli Stati Uniti, consentendo al team di Tirinzoni di conquistare il pass per la finale.