Flavio Roda, presidente della Federazione Italiana Sport Invernali, ha tracciato un bilancio positivo del medagliere azzurro alle Olimpiadi di Milano‑Cortina 2026, intervenendo a Radio Anch’io Sport su Rai Radio 1. Il successo, ha spiegato, “nasce da anni che si lavora con degli obiettivi ben precisi”, con direttori tecnici consapevoli del percorso da seguire e atleti focalizzati sull’obiettivo.
Il percorso di Brignone: costanza, intelligenza e determinazione
Tra le storie simbolo di questa edizione dei Giochi, Roda ha evidenziato il ritorno di Federica Brignone dopo un grave infortunio.
“L’impresa – ha detto – sta soprattutto nel percorso, dopo il gravissimo incidente. Dai medici allo staff, lavorare al suo fianco è stato fenomenale. Poi lei ha fatto la differenza. Ho vissuto tutto il percorso: ha avuto una costanza e un carattere vincente. Già da Kronplatz era tornata lei, con la sua intelligenza nel leggere i tracciati e la sua determinazione. Ha fatto la storia dello sci”.
Rammarico per chi non è salito sul podio e riflessioni sul settore femminile
Roda ha espresso anche un sentimento di rammarico per atlete come Sofia Goggia, Dorothea Wierer e per il settore maschile, sottolineando che “bisogna dare una lettura globale di questi dati e non focalizzarsi solo sui risultati”.
Ha ricordato che Goggia era terza dopo la prima manche in gigante e che Paris ha avuto un problema tecnico, mentre Wierer è vista come una protagonista futura. Sul predominio femminile ha osservato: “Abbiamo veramente delle ragazze fenomenali. Sono molto determinate, la parità di genere dovremmo ricercarla dall’altra parte”.
Il caso Passler e lo slalom gigante maschile
Roda ha affrontato anche il caso di Rebecca Passler, definendo grave il fatto di aver appreso la notizia dalla stampa anziché in via ufficiale. “Ho sempre avuto la massima fiducia sull’atleta, la Federazione è sempre stata al suo fianco, mai dubitato su questa vicenda. Mi dispiace che è stato fatto tanto clamore, la ragazza è giovane e ha sofferto veramente tanto.
Speriamo di riprenderla e di riportarla al livello precedente. Però su queste cose bisognerebbe veramente più attenzione: gli atleti hanno bisogno di essere rispettati. Non si possono prenderli e buttarli dentro per un semplice indizio”.Per lo slalom gigante maschile, Roda ha chiesto “un po’ di orgoglio”, in particolare da parte di Vinatzer, che “ha capacità, ma in questa Olimpiade non è riuscito a dimostrare ciò che vale, come Sala. Speriamo in un segnale forte”.
Il contesto del successo olimpico
Il commento di Roda si inserisce in un contesto di straordinario rendimento dell’Italia alle Olimpiadi invernali di Milano‑Cortina 2026, con un bottino di 22 medaglie, risultato definito “oltre ogni previsione” e frutto di un lavoro strutturato e pluriennale.
La vittoria di Brignone, in particolare, è stata salutata come una delle imprese sportive più clamorose, considerando il suo ritorno a livello agonistico dopo un infortunio grave avvenuto il 3 aprile 2025 e la conquista dell’oro nel Super‑G a 315 giorni di distanza, un traguardo definito “speciale” dalla stessa atleta.