Andrey Rublev, reduce dalla sconfitta contro Carlos Alcaraz nella semifinale del torneo di Doha, ribadisce con determinazione il suo obiettivo: battere il numero uno del mondo. In un’intervista rilasciata a Marca, il tennista russo ha espresso fiducia nelle proprie possibilità e nella capacità di competere ai massimi livelli.
La sfida ad Alcaraz e la fiducia in sé stesso
Rublev ha dichiarato: “La mia sensazione è che voglio batterlo. E che voglio essere abbastanza competitivo da vincere titoli. Non puoi dare per scontato che sia invincibile. Devi rispettare Carlos e tutti gli altri avversari, ma allo stesso tempo devi credere in te stesso e pensare di poter vincere.
Se non ci credi, è meglio non scendere in campo”.
Queste parole arrivano dopo il confronto sul cemento di Doha, dove il russo ha ceduto al numero uno del ranking mondiale, ma ha dimostrato di poter lottare punto su punto.
Il cambiamento nel gioco e il ruolo di Marat Safin
Rublev ha anche parlato delle modifiche apportate al suo stile di gioco: “Molti giocatori hanno bisogno di apportare questi cambiamenti, ma quando sei in una partita al massimo della forma, usi le armi che hai sempre usato e che sai che funzionano. La chiave è cercare di usare quelle nuove armi che non funzionano all’inizio, e che ti faranno sacrificare partite, settimane e mesi con risultati e posizioni in classifica negative, in modo che a lungo termine tu possa apportare quel cambiamento”.
Inoltre, ha sottolineato il contributo del suo collaboratore tecnico, Marat Safin, ingaggiato nel 2025: “Non ne parliamo molto, ma ovviamente è Marat che ci crede. È lui che dice: ‘Facciamolo e vedremo come andrà’. Ti fidi automaticamente di lui. Ha sempre ragione”.
Il contesto della sconfitta a Doha
Nel torneo ATP 500 di Doha, Rublev era il campione in carica. Tuttavia, in semifinale è stato sconfitto da Carlos Alcaraz, che ha poi conquistato il titolo battendo Arthur Fils in finale. Il russo ha ceduto al numero uno del mondo, che ha confermato il suo dominio in questa fase della stagione.