Il legame con le Olimpiadi si tramanda di padre in figlio. Stefano Covi, 65 anni e fresco pensionato, è tra i volontari impegnati allo stadio del fondo della Val di Fiemme, sede delle prove nordiche dei Giochi invernali Milano Cortina 2026. Insieme alla moglie Lorena, Stefano svolge una decina di turni come “event service”, assistendo gli spettatori durante queste due settimane.
Un’eredità che attraversa i decenni
Settant’anni fa, nel 1956, suo padre Carlo era già volontario a Cortina d’Ampezzo. Professore di educazione fisica e tra i primi maestri di sci in Italia, Carlo era il numero 201 e per trentacinque anni ha organizzato corsi per bambini dalla prima elementare alla terza media sul Monte Bondone.
Nel 1956 fu chiamato per fare assistenza sulle piste a Cortina, un’esperienza che Stefano ricorda con orgoglio.
La passione familiare per lo sport
“È bello pensare che ci sia questo legame olimpico: per quanto mi riguarda, è stata l’occasione di avere i giochi ‘in casa’ a spingermi a presentare la candidatura”, racconta Stefano, il più giovane dei nove figli. Come “event service”, con la moglie svolgerà una decina di turni.
La dimensione familiare si rafforza ulteriormente pensando che nel 1952 Carlo riuscì a raggiungere Helsinki in autostop insieme al figlio maggiore, Giorgio, allora quattordicenne, “praticamente con solo un pezzo di grana nello zaino”, ricorda Stefano citando la madre. Una spedizione che fu “premiata” con l’ottavo posto sui dieci chilometri di marcia di uno degli atleti che Carlo seguiva, Bruno Fait.
Nel 1960 Carlo era a Roma per seguire un’altra Olimpiade, ancora con Giorgio e con Claudio, per assistere allo storico trionfo di Valerio Berruti sui duecento piani. La passione e la dedizione all’atletica hanno portato all’intitolazione del capo scuola di atletica leggera a Trento a Carlo Covi (e a Ezio Postal).
Il volontariato per Milano Cortina 2026
Il programma Team26 ha raccolto oltre centomila candidature da tutto il mondo per circa diciottomila posti disponibili. I volontari saranno impiegati in diverse attività, dall’accoglienza nei villaggi degli atleti e nei media centre, al supporto logistico nelle stazioni e negli aeroporti, fino all’assistenza durante le competizioni. I requisiti includono aver compiuto diciotto anni entro il primo novembre 2025, conoscere l’italiano o l’inglese, partecipare a eventi di selezione e formazione e garantire una disponibilità minima di nove giorni non consecutivi durante i Giochi.