Amedeo Bagnis ha ottenuto un quinto posto nello skeleton individuale maschile ai Giochi Olimpici di Cortina, sulla pista Eugenio Monti. L'azzurro, argento mondiale nel 2023, ha sfiorato il podio per 34 centesimi, in una gara dominata da Matt Weston. Nonostante il mancato podio, si è detto orgoglioso.
L'atleta ha tracciato un bilancio stagionale dopo un grave infortunio a luglio che ne aveva compromesso la partecipazione. «Rimpianti zero, sono orgoglioso della crescita di questi quattro anni», ha affermato. Il divario principale, ha evidenziato, è sui materiali: «Il grosso gap è sui materiali, spero in un upgrade futuro».
Ha sottolineato: «In spinta e guida sono tra i migliori, ma i materiali fanno la differenza», citando Matt Weston e Marcus Wyatt, a podio con nuove slitte sviluppate con Martins Dukurs e Guggenberger.
La pista di Cortina e il futuro dello skeleton italiano
Bagnis ha apprezzato la pista Eugenio Monti, «bellissima, di ultima generazione», auspicando una sua valorizzazione post-olimpica. Allenarsi spesso sulla pista di casa, ha sottolineato, favorirà lo sviluppo dei materiali e la crescita del movimento. Ha aggiunto che «con questo impianto, grande e di ultima generazione, miglioreremo guida e materiali», a beneficio di giovani e della sua carriera, potendo «raddoppiare le mie discese».
Il quinto posto di Bagnis è il miglior risultato italiano nello skeleton maschile dai tempi di Nino Bibbia, oro a Sankt Moritz nel 1948.
Conferma la crescita della disciplina e apre a prospettive future grazie all’eredità olimpica. Bagnis è fiducioso nel sostegno al movimento e nella valorizzazione della pista di Cortina, un gioiello.
La gara olimpica e il commento di Bagnis
L’oro nello skeleton maschile è andato a Matt Weston (3’43”33/100), davanti ai tedeschi Axel Jungk e Christopher Grotheer. Amedeo Bagnis ha chiuso a 1”41/100 dal vincitore; Mattia Gaspari tredicesimo. Bagnis ha commentato: «Sono contento di questa seconda giornata, con discese costanti. Mi rammarico per errori nella seconda run di ieri, costatimi la medaglia. Ripensando a novembre, quando ho ripreso dopo un grave infortunio, mai avrei creduto di essere quinto alle Olimpiadi. Sono orgoglioso e non vedo l’ora di gareggiare domenica nel Team Event, dove credo potremo toglierci grandi soddisfazioni».