Gian Carlo Minardi ha elogiato Andrea Kimi Antonelli, definendolo un “talento naturale” scoperto a dieci anni. Minardi e suo figlio notarono le sue doti sui kart, percependo “qualcosa di diverso in lui”. Ha invitato a “godersi questo momento spettacolare” dell’automobilismo italiano, pur mantenendo “i piedi per terra”. La sua freddezza mentale ribadita con la partenza in Giappone a prova della sua “fermezza mentale”. Minardi ha sottolineato che, al di là della fortuna del pit stop, Antonelli avrebbe comunque dominato la gara, dimostrando le sue capacità.
Mercedes: la scelta vincente
Il fondatore del team ha spiegato che, se Antonelli fosse entrato nell’Academy Ferrari, “probabilmente non sarebbe arrivato in F1”, indipendentemente dalle qualità tecniche. Ha definito la scelta della Mercedes “fortunata”, poiché ha permesso al pilota di debuttare in Formula 1 a diciotto anni e vincere due Gran Premi a diciannove.
Minardi ha espresso fiducia nel futuro di Antonelli in Mercedes, affermando che lì “può sognare in grande”, persino vincere il mondiale, possedendo le doti per “rimanere là davanti”. Ha però aggiunto che il campionato è lungo, con “insidie e cose da imparare”, suggerendo di “lasciarlo tranquillo”.
Successi e prospettive
Antonelli, attualmente leader del mondiale di Formula 1, ha conquistato vittorie in Cina e Giappone, proiettandosi in testa alla classifica.
Minardi ha evidenziato che la prossima pausa di un mese, prima del Gran Premio di Miami, sarà utile per analizzare i dati e prepararsi al meglio per la stagione.
Minardi ha concluso con un richiamo all’orgoglio nazionale, accostando Antonelli a Jannik Sinner. Ha affermato che “Antonelli e Jannik Sinner e l’Italia sogna”, definendoli “due ragazzi fantastici” che attraggono simpatie anche per i loro comportamenti fuori dal campo.