La Ferrari ha presentato nei test pre‑stagionali in Bahrain un’inedita configurazione dell’ala posteriore della SF‑26, soprannominata “Macarena” per via del movimento oscillatorio che ricorda la celebre coreografia degli anni Novanta. Si tratta di un’innovazione tecnica che potrebbe debuttare in gara entro i primi sette Gran Premi della stagione.

La tecnologia dell’ala “Macarena”

Il dispositivo consiste in un flap superiore dell’ala posteriore capace di ruotare in modo controllato, superando i 220–230° e arrivando fino a 270°, invertendo completamente il profilo alare.

Questo meccanismo sfrutta un margine interpretativo del regolamento sull’aerodinamica attiva, consentendo di ridurre drasticamente la resistenza aerodinamica nei rettilinei, pur mantenendo la capacità di generare carico quando necessario. Il direttore tecnico Loïc Serra ha spiegato che il movimento ottimizza il compromesso tra drag e downforce, permettendo alla monoposto di “tagliare” l’aria con maggiore efficienza e guadagnare fino a sette cavalli, equivalenti a un incremento di velocità di punta stimato tra i sette e gli otto km/h.

Tempistiche per il debutto in gara

La Ferrari ha già testato la “Macarena” durante le sessioni invernali in Bahrain, raccogliendo dati utili sul comportamento della vettura.

Tuttavia, il debutto ufficiale in gara non è ancora stato confermato. Secondo le indicazioni emerse nel paddock, l’introduzione dovrebbe avvenire nelle prime fasi del campionato, con una finestra temporale che potrebbe estendersi fino al Gran Premio del Canada.

Analisi tecnica dell’innovazione

Un’analisi tecnica evidenzia che l’ala “Macarena” non è una soluzione universale, ma una strategia modulare da utilizzare solo su circuiti ad alta velocità, dove il guadagno in rettilineo compensa i rischi legati al tempo di transizione tra le configurazioni. La rotazione estrema del flap richiede più tempo per ristabilire la circolazione aerodinamica in curva, rendendo il sistema meno adatto a tracciati con frequenti cambi di direzione.

In sintesi, la Ferrari ha adottato un approccio aggressivo e selettivo: una turbina compatta per migliorare le partenze e la trazione, un diffusore evoluto per generare carico efficiente, e l’ala “Macarena” per recuperare velocità nei tratti veloci. Una strategia che punta a sfruttare i vuoti normativi in modo sistemico, non marginale.