Un nuovo inizio per Marta Bassino: la sciatrice cuneese è tornata sugli sci sulle piste di Limone Piemonte, a circa cinque mesi dal grave infortunio che aveva interrotto la sua stagione. Questo momento segna un passo fondamentale, dopo mesi di attesa, fatica e silenziosa determinazione nella riabilitazione.
L’incidente risale al 22 ottobre 2025. Durante un allenamento di slalom gigante in Val Senales, una caduta improvvisa le aveva causato una frattura del piatto tibiale della gamba sinistra. La diagnosi, severa, ha costretto Bassino a rinunciare a una stagione cruciale, che avrebbe dovuto culminare con le Olimpiadi Invernali di Milano Cortina.
L’intervento chirurgico, eseguito a Milano dal dottor Andrea Panzeri, si era rivelato delicato ma risolutivo: riduzione della frattura e reinserimento del legamento collaterale mediale.
Il lungo percorso di recupero e la forza mentale
Da quel momento, per Bassino, è iniziato un cammino lungo e impegnativo. La sciatrice ha affrontato la delusione di non poter prendere parte ai Giochi Olimpici e una riabilitazione quotidiana, scandita da esercizi costanti e piccoli progressi. Questo percorso ha richiesto grande forza mentale, essenziale per superare le difficoltà e mantenere viva la motivazione. Il ritorno sulle piste di Limone Piemonte rappresenta ora la concretizzazione di una nuova fase, quella che guarda avanti alla ricostruzione della stagione e al ritrovamento delle migliori sensazioni in gara.
Le sfide del ritorno in pista secondo Marta Bassino
In una recente intervista, Marta Bassino ha parlato del suo recupero. "Al J Medical mi stanno seguendo benissimo", ha affermato, "con la fisioterapia il ginocchio sta reagendo bene. Sto lavorando molto sulla mobilità e sull’attivazione muscolare, ovviamente in scarico perché con la frattura non posso appoggiare il piede". Sull'infortunio, ha commentato la rapidità degli eventi: "Nel nostro sport basta un niente. Io me ne sono accorta subito, sono scivolata, il ginocchio mi ha fatto perno e ha fatto crac. Ho fatto tantissime cadute rovinose in cui ne ero uscita senza problemi e invece stavolta mi è proprio girata male. Quando sono caduta mi sono accorta subito che qualcosa si era rotto".
Bassino ha sottolineato la complessità del recupero per uno sciatore, che va oltre la riabilitazione fisica. "Noi magari arriviamo a essere perfette o quasi dal punto di vista atletico", ha spiegato, "e poi dobbiamo appena mettere gli scarponi, gli sci, provare a fare le curve, ritrovare la fiducia. C’è ancora un passo enorme da fare". Il ritorno sugli sci, pur significativo, è solo l’inizio di un percorso che richiederà tempo, pazienza e totale riconquista della fiducia per tornare competitiva ai massimi livelli.