A quattro giorni dalla cerimonia di apertura delle Paralimpiadi all’Arena di Verona, il presidente del Comitato Italiano Paralimpico, Marco Giunio De Sanctis, lancia un appello alla calma. In un momento segnato dalle crescenti tensioni in Medio Oriente, De Sanctis ha evidenziato come la situazione “crea danni evidenti e rilevanti per le Paralimpiadi”, coinvolgendo direttamente Stati Uniti, Israele e Iran.
Raggiunto telefonicamente mentre si recava a Cortina, il presidente ha ammesso la difficoltà nel mantenere la serenità: “Io devo incitare alla massima serenità ma è tutto molto difficile”.
La sicurezza è stata identificata come un problema serio, con un clima di apprensione diffusa. Per questo, è stato annunciato un aumento della vigilanza al fine di garantire la tutela di tutti i partecipanti.
Preoccupazioni per lo sport e la politica
De Sanctis non ha celato le difficoltà nel concentrarsi sul “lato sportivo” dei Giochi, soprattutto in una fase già politicamente delicata. La situazione è ulteriormente complicata dalla decisione del Comitato Paralimpico Internazionale di riammettere la bandiera di Russia e Bielorussia. Pur definendola una “decisione sbagliata”, De Sanctis l’ha qualificata come un “atto di democrazia”, ma ha sottolineato come si tratti di una nuova violazione della Tregua Olimpica.
La sua preoccupazione principale riguarda la pressione sugli atleti, che vivono un clima di apprensione e ansia.
Il presidente ha poi richiamato il valore simbolico delle Olimpiadi di Milano Cortina, definite “una festa per tutti”. Ha espresso il timore che la presenza di molti leader internazionali possa essere compromessa, definendo tale eventualità “un grande peccato”.
Il contesto internazionale e il ruolo del Cip
Il Comitato Italiano Paralimpico (Cip), ente autonomo di diritto pubblico, rappresenta la confederazione delle federazioni e discipline sportive paralimpiche in Italia, sotto il riconoscimento del Comitato Paralimpico Internazionale. Marco Giunio De Sanctis guida il Cip dal 26 giugno 2025, forte di una lunga carriera dirigenziale nel settore.
Il contesto internazionale, caratterizzato da conflitti e tensioni, rischia di minare la serenità e la sicurezza dell’evento sportivo. La riammissione di Russia e Bielorussia, sebbene formalmente un atto democratico, è percepita come una violazione della tregua olimpica, intensificando la pressione sugli atleti e sul comitato organizzatore.