Le Paralimpiadi invernali di Milano‑Cortina si apriranno all’Arena di Verona in un clima segnato da tensioni internazionali. La cerimonia d’apertura, attesa da atleti e delegazioni di tutto il mondo, sarà caratterizzata dalla decisione dell’Ucraina di boicottare l’evento, in risposta alla riammissione di Russia e Bielorussia ai Giochi.
Il boicottaggio dell’Ucraina
L’Ucraina ha annunciato che non parteciperà alla cerimonia d’apertura delle Paralimpiadi. Questa scelta è stata motivata dalla recente decisione dell’Ipc (International Paralympic Committee) di riammettere Russia e Bielorussia alla manifestazione, consentendo loro di sfilare con bandiera e inno nazionale.
La posizione ucraina è stata definita “scandalosa” dai rappresentanti del Paese, che hanno espresso forte contrarietà alla presenza dei simboli nazionali russi e bielorussi in un contesto segnato dal conflitto in corso.
La riammissione di Russia e Bielorussia
La riammissione di Russia e Bielorussia alle Paralimpiadi è avvenuta dopo una votazione interna all’Ipc, con novantuno voti favorevoli al reintegro completo, bandiera e inno inclusi. Questa decisione ha suscitato reazioni contrastanti a livello internazionale, con il commissario europeo per lo Sport che ha espresso la propria contrarietà, ritenendo inaccettabile il ritorno dei simboli nazionali in un contesto di conflitto.
Un clima di tensione
La cerimonia d’apertura delle Paralimpiadi di Milano‑Cortina si svolgerà dunque in un clima di forte tensione, con alcune delegazioni che hanno scelto di non partecipare e con la presenza di Russia e Bielorussia che continua a dividere l’opinione pubblica e le istituzioni sportive internazionali.